Vorapaxar
Scheda-farmaco — singola molecola citata in Inibitori del Recettore della Trombina (PAR-1). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.
Classe: antiaggregante, antagonista del recettore PAR-1 per la trombina · ATC: B01AC26 · Nome commerciale: Zontivity · PubChem CID 10077130
Perché questa molecola
È l’unico antagonista del PAR-1 arrivato in commercio — l’atopaxar si è fermato in fase II — e quindi l’unico rappresentante clinico di una quarta via dell’antiaggregazione, distinta da COX-1, P2Y12 e GPIIb/IIIa. Colpisce il punto in cui la coagulazione plasmatica parla alla piastrina: la trombina che attiva il PAR-1.
Il suo delta farmacocinetico è estremo e clinicamente decisivo: emivita 160–310 ore (una settimana abbondante) e legame di fatto irreversibile. Un antiaggregante che, una volta iniziato, non si può spegnere — ed è questa, più dell’efficacia, la ragione del suo uso marginale.
Struttura
Struttura 2D del vorapaxar (PubChem CID 10077130). Formula C₂₉H₃₃FN₂O₄, PM 492,6 g/mol. È un analogo sintetico dell’himbacina, alcaloide estratto dalla corteccia del pino australiano Galbulimima baccata: il sistema policiclico condensato deriva direttamente da quel prodotto naturale, decorato con un carbammato etilico e un braccio fluoropiridinico.
Farmacodinamica
Antagonista competitivo, selettivo e di fatto irreversibile del PAR-1 (protease-activated receptor 1), il recettore piastrinico della trombina.
Il PAR-1 ha un meccanismo di attivazione singolare: la trombina non lo lega e basta — ne taglia proteoliticamente l’estremità N-terminale, smascherando un nuovo N-terminale che funziona da ligando legato al recettore stesso (tethered ligand) e lo attiva dall’interno. Il vorapaxar occupa la tasca dove quel ligando dovrebbe inserirsi.
flowchart TD A["TROMBINA"] -->|"taglio proteolitico dell'N-terminale"| B["PAR-1 con tethered ligand smascherato"] B --> C["attivazione piastrinica: cambio di forma, granuli, GPIIb/IIIa"] D["VORAPAXAR"] -->|"occupa la tasca del tethered ligand"| B D --> E["✘ attivazione da trombina"] E -. "NON tocca le altre vie" .-> F["ADP e collagene attivano ancora la piastrina"] F --> G["emostasi basale in parte conservata → si usa IN AGGIUNTA, non al posto"]
Selettività di via: non inibisce l’aggregazione indotta da ADP, collagene o trombossano, e non allunga i tempi di coagulazione plasmatica (PT, PTT) — la trombina continua a produrre fibrina. Per questo il vorapaxar si somministra in aggiunta ad aspirina e clopidogrel, come terzo antiaggregante, non in loro sostituzione.
Farmacocinetica
- Attivo per via orale, biodisponibilità ~100 %; picco a 1–2 h. Alta affinità e potenza.
- Inibizione ≥ 80 % del PAR-1 entro una settimana con la dose di mantenimento.
- Metabolismo esteso via CYP3A4 (e CYP2J2), con un metabolita attivo (M20).
- Dissociazione lentissima dal recettore; emivita 160–310 ore.
- Eliminazione prevalentemente fecale; nessun aggiustamento renale.
Posologia e monitoraggio
- 2,08 mg × 1/die, sempre in aggiunta all’aspirina e/o al clopidogrel.
- Nessuna dose di carico: non serve e non funzionerebbe (l’effetto pieno arriva comunque in ~7 giorni).
- Sospensione prima di chirurgia: l’effetto persiste per settimane. Non esiste un intervallo di sospensione che restituisca piastrine funzionanti in tempi ragionevoli — va pianificato con largo anticipo o accettato.
- Nessun monitoraggio di laboratorio.
Tossicità
- Sanguinamento, additivo su una doppia antiaggregazione già in corso: è il suo problema centrale.
- ⚠️ Emorragia intracranica — l’evento che ha ridefinito il farmaco. Nello studio TRA 2°P-TIMI 50 il braccio con pregresso ictus è stato interrotto anticipatamente per eccesso di emorragie cerebrali.
- Anemia, ematomi, epistassi.
- Depressione, rash, diplopia.
⚠️ Attenzione
- ⚠️ Controindicazioni assolute: pregresso ictus, TIA o emorragia intracranica. È lo stesso divieto del prasugrel, qui ancora più stringente perché irreversibile.
- Controindicato anche nel sanguinamento attivo e nell’epatopatia grave.
- Interazioni: inibitori forti del CYP3A4 (ketoconazolo, claritromicina, ritonavir) e induttori forti (rifampicina, carbamazepina, fenitoina) → da evitare, perché non esiste un aggiustamento di dose praticabile per una molecola con questa emivita.
- Nessun antidoto, e la trasfusione piastrinica è di efficacia limitata finché resta farmaco libero in circolo — cioè per giorni. È la conseguenza pratica dell’emivita di 160–310 ore.
Posto in terapia
Nicchia molto ristretta: prevenzione secondaria degli eventi trombotici nel paziente con pregresso infarto miocardico o arteriopatia periferica sintomatica, in aggiunta alla terapia antiaggregante standard, purché non abbia mai avuto un evento cerebrovascolare. Nella pratica italiana è poco usato. Resta però il caso didattico della quarta via dell’antiaggregazione — e l’esempio di come un’emivita lunghissima possa, da sola, limitare l’impiego di un farmaco efficace.
🔗 Compare in
- Inibitori del Recettore della Trombina (PAR-1) — unica molecola della classe in commercio.
- Antiaggreganti Piastrinici — quarta via, distinta da COX-1, P2Y12 e GPIIb/IIIa.
- Cascata della Coagulazione — colpisce il ponte fra coagulazione e attivazione piastrinica.
Fonti: PubChem CID 10077130 (struttura, formula, PM, derivazione dall’himbacina); EMA SmPC Zontivity e DailyMed SPL (posologia, controindicazioni per ictus, interazioni CYP3A4); StatPearls “Vorapaxar” e trial TRA 2°P-TIMI 50 (efficacia, emorragia intracranica, emivita). Consultate il 2026-08-13.