Abciximab

Scheda-farmaco — singola molecola citata in Inibitori del Complesso GPIIb-IIIa e in Sospensione dell'Aspirina e Gestione Perioperatoria. Il meccanismo di classe sta nelle note madri: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: antiaggregante, frammento Fab chimerico murino/umano anti-GPIIb/IIIa · ATC: B01AC13 · Nome commerciale: ReoPro (ritirato dal commercio dal 2019)

Perché questa molecola

È il primo anticorpo monoclonale approvato in cardiologia (1994) e il caso in cui il corso lo usa come esempio di MAB contro un bersaglio di membrana, con eliminazione reticolo-endoteliale anziché renale o epatica.

Il suo delta rispetto agli altri due inibitori GPIIb/IIIa è una dissociazione fra emivita plasmatica ed effetto biologico che non ha eguali nella classe: il farmaco sparisce dal plasma in 10 minuti, ma resta legato alle piastrine e l’antiaggregazione dura 24–48 ore, con tracce di occupazione recettoriale fino a 2 settimane. È l’esatto opposto del tirofiban e dell’eptifibatide.

Struttura

Struttura del complesso integrina αIIbβ3–abciximab — PDB 6V4P, “Structure of the integrin AlphaIIbBeta3-Abciximab complex”. Si vede il frammento Fab agganciato alla testa dell’integrina: l’ingombro sterico dell’anticorpo, più che l’occupazione precisa del sito RGD, è ciò che impedisce al fibrinogeno di legarsi.

È il Fab dell’anticorpo murino 7E3 chimerizzato con regioni costanti umane (~47,6 kDa). L’assenza della porzione Fc è deliberata: evita l’attivazione del complemento e l’aggregazione piastrinica Fc-mediata.

Farmacodinamica

Blocco non competitivo per ingombro sterico del recettore GPIIb/IIIa (integrina αIIbβ3), la via finale comune dell’aggregazione: impedisce il legame di fibrinogeno e fattore di von Willebrand, che fanno da ponte fra piastrine adiacenti.

Non è selettivo. A differenza delle piccole molecole, l’abciximab riconosce anche altre due integrine con cui l’αIIbβ3 condivide epitopi:

flowchart TD
  A["ABCIXIMAB (Fab chimerico)"] --> B["αIIbβ3 (GPIIb/IIIa) piastrinico"]
  A --> C["αvβ3 (recettore della vitronectina)<br/>endotelio e muscolo liscio"]
  A --> D["αMβ2 / Mac-1<br/>leucociti"]
  B --> E["✘ ponti di fibrinogeno e vWF → niente aggregazione"]
  C --> F["effetti antiproliferativi e antitrombotici aggiuntivi"]
  D --> G["effetto antinfiammatorio"]
  A -. "cinetica insolita" .-> H["emivita plasmatica 10 min<br/>MA effetto piastrinico 24–48 h"]

Questa poli-specificità è considerata la ragione del beneficio clinico aggiuntivo osservato negli studi sulla PCI, ma anche della sua maggiore immunogenicità.

Farmacocinetica

  • Solo endovenosa (bolo + infusione).
  • Emivita plasmatica iniziale < 10 minuti, seconda fase ~30 minuti: il farmaco libero scompare quasi subito perché viene catturato avidamente dalle piastrine.
  • Effetto antiaggregante: 24–48 ore dopo la sospensione; recettori ancora occupati a 10–14 giorni.
  • Eliminazione reticolo-endoteliale: internalizzato per endocitosi e degradato per via proteolitica — nessuna dipendenza da rene o fegato, quindi nessun aggiustamento di dose nell’insufficienza d’organo.

Posologia e monitoraggio

  • PCI: bolo 0,25 mg/kg e.v. 10–60 minuti prima della procedura, poi infusione 0,125 µg/kg/min (max 10 µg/min) per 12 ore.
  • Somministrato insieme ad aspirina ed eparina.
  • Monitoraggio: conta piastrinica a 2–4 ore dall’inizio e a 24 ore — obbligatoria, per intercettare la trombocitopenia acuta.
  • Filtro da 0,2–0,22 µm obbligatorio in linea (è una proteina).

Tossicità

  • Sanguinamento, soprattutto nel sito di accesso femorale.
  • ⚠️ Trombocitopenia acuta profonda, fino a < 20 000/µL, nell’1–2 % dei pazienti: può comparire entro poche ore dalla prima somministrazione. Non è immuno-eparinica (HIT) ma dovuta ad anticorpi preesistenti diretti contro epitopi smascherati dal legame del Fab. Va distinta anche dalla pseudotrombocitopenia da EDTA, che è un artefatto di laboratorio: ripetere il prelievo in citrato prima di trasfondere.
  • Immunogenicità: anticorpi umani anti-chimerici (HACA) nel ~5–6 % dei pazienti dopo la prima esposizione. La ri-somministrazione comporta rischio maggiore di trombocitopenia grave e di reazioni allergiche.
  • Ipotensione, nausea, dolore toracico, bradicardia.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: sanguinamento attivo, ictus nei 2 anni precedenti, chirurgia maggiore o trauma nelle 6 settimane, neoplasia intracranica, malformazione artero-venosa o aneurisma, ipertensione grave non controllata, trombocitopenia < 100 000/µL, vasculite, diatesi emorragica nota.
  • Ri-somministrazione: da valutare con estrema cautela per il rischio HACA-mediato.
  • Interazioni: additive con eparina, trombolitici e altri antiaggreganti.
  • Antidoto: nessuno, ma — a differenza degli altri antiaggreganti irreversibili — la trasfusione piastrinica funziona: l’abciximab si ridistribuisce dalle piastrine del paziente a quelle trasfuse, diluendo l’occupazione recettoriale sotto la soglia di effetto. È l’unico caso della classe in cui questa manovra è realmente efficace.

Posto in terapia

Storico. Usato durante la PCI e nelle sindromi coronariche acute ad alto rischio, e come terapia-ponte perioperatoria nel paziente in doppia antiaggregazione che deve sospenderla per un intervento (l’impiego descritto in Sospensione dell’Aspirina e Gestione Perioperatoria). Ritirato dal commercio nel 2019 per ragioni produttive e per il declino d’uso: l’accesso radiale, gli inibitori orali del P2Y12 più potenti e il cangrelor hanno reso quasi superflui gli inibitori GPIIb/IIIa. Dove servono ancora, si usano tirofiban ed eptifibatide.

🔗 Compare in

Fonti: PDB 6V4P (struttura del complesso αIIbβ3–abciximab); EMA SmPC ReoPro e DailyMed SPL (posologia, monitoraggio piastrinico, controindicazioni); StatPearls “Abciximab” (cinetica dissociata, poli-specificità integrinica, trombocitopenia acuta, efficacia della trasfusione piastrinica). Consultate il 2026-08-13.