Ticagrelor

Scheda-farmaco — singola molecola citata in Inibitori del Recettore P2Y12 (per ADP). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: antiaggregante, inibitore diretto e reversibile del P2Y12 (ciclopentil-triazolopirimidina) · ATC: B01AC24 · Nome commerciale (IT): Brilique · PubChem CID 9871419

Perché questa molecola

È il P2Y12-inibitore che rompe tutti e tre i vincoli delle tienopiridine: non è un profarmaco (agisce diretto), non è covalente (è reversibile), e non compete con l’ADP — si lega a un sito allosterico distinto. Da qui il suo profilo unico: effetto pieno in 30 minuti e recupero della funzione piastrinica in 3–5 giorni invece di 7–10, con la possibilità concreta di operare un paziente senza aspettare una settimana.

Ha inoltre l’effetto avverso più caratteristico e più chiesto di tutta la farmacologia dell’emostasi: la dispnea, che non è cardiaca né polmonare ma adenosinergica.

Struttura

Struttura 2D del ticagrelor (PubChem CID 9871419). Formula C₂₃H₂₈F₂N₆O₄S, PM 522,6 g/mol. Non è una tienopiridina: è una ciclopentil-triazolopirimidina (CPTP), analogo strutturale dell’ATP con nucleo purinico modificato, ciclopentano triolico e braccio difluorofenil-ciclopropilico. La parentela con l’ATP spiega sia il legame al P2Y12 sia l’interferenza con il trasporto dell’adenosina.

Farmacodinamica

Antagonista non competitivo (allosterico) e reversibile del P2Y12: si lega a un sito diverso da quello dell’ADP e blocca il cambiamento conformazionale che porta all’attivazione. Poiché non compete con l’agonista, l’inibizione non è superabile aumentando l’ADP locale.

Il secondo meccanismo, indipendente dal recettore, spiega buona parte del suo profilo clinico: il ticagrelor inibisce l’ENT1, il trasportatore che ricapta l’adenosina negli eritrociti. L’adenosina extracellulare aumenta e produce vasodilatazione, ulteriore antiaggregazione — e dispnea.

flowchart TD
  A["TICAGRELOR (diretto, per OS)"] --> B["sito allosterico del P2Y12"]
  B --> C["inibizione reversibile e non competitiva"]
  C --> D["cAMP piastrinico conservato → niente aggregazione"]
  A --> E["inibizione del trasportatore ENT1"]
  E --> F["↑ adenosina extracellulare"]
  F --> G["vasodilatazione coronarica"]
  F --> H["⚠️ DISPNEA (recettori A1 delle afferenze vagali polmonari)"]
  F --> I["⚠️ bradicardia / pause ventricolari"]
  C -. "sospensione" .-> J["funzione piastrinica recuperata in 3–5 giorni"]

Farmacocinetica

  • Attivo di per sé, ma genera anche un metabolita attivo (AR-C124910XX) di potenza analoga.
  • Biodisponibilità ~36 %; picco a 1,5 h, inizio d’azione in 30 minuti.
  • Metabolismo via CYP3A4/5; substrato e inibitore debole della glicoproteina P.
  • Emivita 7–9 h → due somministrazioni al giorno (l’unico P2Y12 orale bid: è il prezzo della reversibilità).
  • Eliminazione prevalentemente biliare/fecale; nessun aggiustamento nell’insufficienza renale.

Posologia e monitoraggio

  • Sindrome coronarica acuta: carico 180 mg, poi 90 mg × 2/die per 12 mesi, con aspirina a basse dosi.
  • Prevenzione a lungo termine dopo il primo anno nel paziente ad alto rischio: 60 mg × 2/die.
  • Può essere dato prima di conoscere l’anatomia coronarica (a differenza del prasugrel): la reversibilità lo rende meno pericoloso se il paziente finisce in cardiochirurgia.
  • Sospendere 3–5 giorni prima di chirurgia elettiva (contro i 7 del prasugrel).
  • Nessun monitoraggio di laboratorio di routine.

Tossicità

  • Dispnea nel ~14 % dei pazienti — l’effetto avverso caratteristico. Compare tipicamente nella prima settimana, è lieve, transitoria e non associata ad alterazioni funzionali respiratorie o cardiache; è mediata dall’adenosina, non da broncospasmo. Riconoscerla evita accertamenti inutili e sospensioni ingiustificate, ma resta una causa frequente di abbandono della terapia.
  • Sanguinamento, più frequente che con il clopidogrel (soprattutto quello non legato a bypass).
  • Bradiaritmie e pause ventricolari asintomatiche, soprattutto nel primo mese — sempre via adenosina.
  • Iperuricemia e aumento della creatininemia.
  • Nausea, vertigini.

⚠️ Attenzione

  • ⚠️ Vincolo sull’aspirina: la dose di mantenimento di ASA non deve superare i 100 mg/die. Nello studio PLATO il beneficio del ticagrelor scompariva con dosi di aspirina superiori — l’unica interazione dose-dipendente di questo tipo nella classe.
  • Controindicazioni: sanguinamento attivo, pregressa emorragia intracranica, epatopatia grave, uso concomitante di inibitori forti del CYP3A4.
  • Interazioni: inibitori forti del CYP3A4 (ketoconazolo, claritromicina, ritonavir) → controindicati; induttori forti (rifampicina, carbamazepina) → perdita di efficacia. Aumenta i livelli di simvastatina e lovastatina (non superare 40 mg) e della digossina (inibizione della P-gp).
  • Antidoto: esiste il bentracimab, frammento Fab sperimentale/di recente approvazione che sequestra il ticagrelor. Nella pratica, il vantaggio resta la reversibilità spontanea in 3–5 giorni; la trasfusione piastrinica è poco efficace perché il farmaco libero in circolo inibisce anche le piastrine trasfuse.

Posto in terapia

Doppia antiaggregazione nella sindrome coronarica acuta (con o senza PCI) e nel post-infarto a lungo termine. Nello studio PLATO ha ridotto mortalità cardiovascolare e infarti rispetto al clopidogrel. Si preferisce al prasugrel quando l’anatomia coronarica non è ancora nota, quando il paziente ha avuto un ictus (dove il prasugrel è controindicato), o quando serve poter sospendere rapidamente; si evita in chi ha già una dispnea invalidante o disturbi di conduzione.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 9871419 (struttura, formula, PM); EMA SmPC Brilique e DailyMed SPL (posologia, vincolo sull’aspirina, controindicazioni, interazioni CYP3A4); StatPearls “Ticagrelor” e trial PLATO (efficacia, dispnea da adenosina, bradiaritmie, inibizione ENT1). Consultate il 2026-08-13.