Cilostazolo

Scheda-farmaco — molecola della via "pro-cAMP" descritta in Antiaggreganti - Vie Minori (TXA2, Prostacicline, cAMP). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-13.

Classe: antiaggregante e vasodilatatore, inibitore selettivo della fosfodiesterasi 3 (PDE3) · ATC: B01AC23 · Nome commerciale (IT): Pletal · PubChem CID 2754

Perché questa molecola

È l’esempio più selettivo della via del cAMP fra gli antiaggreganti: dove il dipiridamolo inibisce le fosfodiesterasi in modo non selettivo e blocca anche il re-uptake dell’adenosina, il cilostazolo colpisce specificamente la PDE3 — l’isoforma che degrada il cAMP nella piastrina e nel muscolo liscio vascolare.

Ha inoltre un’indicazione che nessun altro antiaggregante possiede: è l’unico farmaco che migliora davvero la distanza di marcia nella claudicatio intermittens, e lo fa perché all’antiaggregazione somma vasodilatazione e un effetto sul profilo lipidico.

E porta con sé la controindicazione più netta di tutto il cluster: nello scompenso cardiaco è vietato, per una ragione che riguarda l’intera famiglia dei PDE3-inibitori.

Struttura

Struttura 2D del cilostazolo (PubChem CID 2754). Formula C₂₀H₂₇N₅O₂, PM 369,5 g/mol. Nucleo chinolinonico (6-idrossi-3,4-diidrochinolin-2-one) collegato da una catena butossilica a un anello tetrazolico cicloesil-sostituito: è il tetrazolo, bioisostero di un carbossile, a conferire la selettività per la PDE3.

Farmacodinamica

Inibizione selettiva della PDE3, l’enzima che de-ciclizza il cAMP. Il cAMP si accumula e produce due effetti sullo stesso asse:

flowchart TD
  A["CILOSTAZOLO"] -->|"✘ PDE3"| B["cAMP non degradato"]
  B --> C["PIASTRINA: ↑ cAMP → ✘ attivazione e aggregazione (reversibile)"]
  B --> D["MUSCOLO LISCIO VASALE: vasodilatazione, prevalente sul distretto femorale"]
  B --> E["↓ trigliceridi · ↑ HDL"]
  B --> F["✘ proliferazione delle cellule muscolari lisce → antirestenosi"]
  B -.->|"⚠️ CARDIOMIOCITA: ↑ cAMP = effetto inotropo e cronotropo positivo"| G["⚠️ aumento della mortalità nello scompenso<br/>→ CONTROINDICAZIONE ASSOLUTA"]

Perché il divieto nello scompenso. Nel cardiomiocita l’aumento del cAMP produce inotropismo e cronotropismo positivi — lo stesso meccanismo dei PDE3-inibitori usati come inotropi (milrinone, amrinone). Gli studi su questi farmaci nello scompenso cronico hanno mostrato un aumento della mortalità per aritmie: il beneficio emodinamico immediato si paga con un maggior consumo di ossigeno e instabilità elettrica. Il divieto è stato esteso per classe al cilostazolo, ed è la sua avvertenza in black box.

L’inibizione dell’aggregazione è reversibile e non dipende dal ricambio del pool piastrinico.

Farmacocinetica

  • Orale, assorbimento aumentato dal cibo grasso (che ne alza la Cmax di ~90 %): va assunto 30 minuti prima o 2 ore dopo i pasti.
  • Metabolismo epatico esteso via CYP3A4 e CYP2C19, con due metaboliti attivi.
  • Emivita ~11–13 h; steady state in 4 giorni; effetto clinico sulla claudicatio apprezzabile solo dopo 4–12 settimane.
  • Legame proteico molto alto (95–98 %); eliminazione prevalentemente urinaria dei metaboliti.

Posologia e monitoraggio

  • 100 mg × 2/die a stomaco vuoto.
  • Dose dimezzata a 50 mg × 2/die in presenza di inibitori forti del CYP3A4 (ketoconazolo, itraconazolo, eritromicina, diltiazem) o del CYP2C19 (omeprazolo).
  • Rivalutare a 3 mesi: se non c’è miglioramento della distanza di marcia, sospendere.
  • Nessun monitoraggio di laboratorio specifico; controllo della frequenza cardiaca.

Tossicità

Tutti effetti prevedibili dall’accumulo di cAMP:

  • Cefalea (~30 %) — l’effetto avverso più frequente e la principale causa di sospensione, da vasodilatazione delle arterie meningee.
  • Diarrea e feci molli (~15 %), nausea, dispepsia.
  • Palpitazioni e tachicardia — è l’effetto che segnala il rischio cardiaco.
  • Vertigini, edemi periferici.
  • Sanguinamento, ma di entità modesta rispetto agli altri antiaggreganti.
  • Rare: leucopenia, agranulocitosi, trombocitopenia.

⚠️ Attenzione

  • ⚠️ Controindicazione assoluta: scompenso cardiaco di qualunque grado (black box warning) — vedi sopra.
  • Altre controindicazioni: sanguinamento attivo, aritmie ventricolari o allungamento del QT, angina instabile o infarto/PCI nei 6 mesi, insufficienza renale grave (ClCr < 25 mL/min), insufficienza epatica moderata-grave, gravidanza, doppia antiaggregazione con aspirina + clopidogrel già in corso.
  • Interazioni: inibitori di CYP3A4 e CYP2C19 → dimezzare la dose; succo di pompelmo da evitare; induttori (rifampicina, carbamazepina) → perdita di efficacia. Additivo con anticoagulanti e antiaggreganti.
  • Nessun antidoto; l’effetto è reversibile con la sospensione (48–96 ore).

Posto in terapia

Claudicatio intermittens da arteriopatia obliterante periferica senza dolore a riposo né lesioni trofiche: è la sua indicazione registrata, con un miglioramento documentato del 40–50 % della distanza di marcia massima. Usato anche, fuori indicazione, nella prevenzione della restenosi intra-stent e nella prevenzione secondaria dell’ictus ischemico in Asia orientale.

Nel cluster rappresenta, insieme al dipiridamolo, la via del cAMP — il modo di antiaggregare che non blocca un recettore né un enzima della cascata, ma conserva il secondo messaggero che tiene la piastrina spenta.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2754 (struttura, formula, PM); EMA SmPC Pletal e DailyMed SPL (posologia, black box sullo scompenso, aggiustamento per inibitori CYP, rivalutazione a 3 mesi); StatPearls “Cilostazol” (selettività PDE3, efficacia sulla claudicatio, effetti avversi). Consultate il 2026-08-13.