Inibitori Diretti della Trombina (irudine e argatroban)

Anticoagulanti che inibiscono direttamente la trombina (fattore IIa), indipendentemente dall’antitrombina III.

Farmaci e origine

Sono derivati sintetici endovenosi dell’irudina, l’anticoagulante naturale della sanguisuga (hirudo medicinalis), che lo usa per succhiare meglio il sangue:

  • Bivalirudina, desirudina, lepirudina — derivati dell’irudina.
  • Argatroban — struttura differente (sostituzione N-terminale dell’arginina), ma agisce sempre inibendo la trombina.

Farmacocinetica

  • Via di somministrazione: iniettiva per bivalirudina, lepirudina e argatroban; sottocutanea per la desirudina.
  • Alcuni inibitori sono reversibili, altri irreversibili.
  • Metabolismo: renale per la bivalirudina, epatico per gli altri.
  • Emivita breve (minuti o poche ore).
  • Eliminazione renale (in parte immodificata), biliare per l’argatroban, renale in parte immodificata per la desirudina.

Indicazioni

  • Bivalirudina, lepirudina, argatroban: pazienti che devono fare una rivascolarizzazione coronarica (PCI, percutaneous coronary intervention), soprattutto in chi ha avuto la HIT (in cui ridare eparina sarebbe un errore).
  • Desirudina: prevenzione del tromboembolismo venoso nei pazienti dopo chirurgia ortopedica di anca e ginocchio.

Effetti avversi

  • Sanguinamento (effetto cardine, come per tutti gli anticoagulanti).
  • Irritazione/reazioni di ipersensibilità nel sito di iniezione.
  • Alcuni effetti riportati dipendono in realtà dalla criticità del paziente (infarto in corso, rivascolarizzazione) più che dal farmaco.

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