Levocetirizina
Scheda-farmaco — molecola della classe Antistaminici Anti-H1 di Terza Generazione. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.
Classe: antagonista H1 di terza generazione, enantiomero R della cetirizina · ATC: R06AE09 · Nomi commerciali (IT): Xyzal, Levoreact · PubChem CID 1549000
Perché questa molecola
Precisazione rispetto alla nota madre
La nota di classe definisce la terza generazione come l’insieme dei metaboliti attivi dei farmaci di seconda. Vale per desloratadina e fexofenadina, non per la levocetirizina: questa non è un metabolita di nulla. È l’enantiomero R(−) della cetirizina, cioè uno dei due componenti già presenti nel racemo che si vende da anni. La strategia industriale è diversa — chiral switch, non metabolite switch — anche se il risultato commerciale è lo stesso: una molecola più “pulita” a metà dose.
Il delta farmacologico è netto e misurabile: praticamente tutta l’affinità per H1 risiede nell’enantiomero R, che lega il recettore con affinità circa 30 volte superiore all’enantiomero S (destrocetirizina) e ha una dissociazione molto più lenta. Il racemo, quindi, contiene per metà una molecola che non fa quasi nulla ma che va comunque assorbita, distribuita ed eliminata. Da qui la dose dimezzata: 5 mg di levocetirizina = 10 mg di cetirizina.
Il vantaggio clinico rispetto al racemo è però modesto, e va detto: meno carico di distomero significa un profilo di sedazione un po’ migliore, ma la levocetirizina resta — come la cetirizina — fra gli anti-H1 non-sedativi quello che sedò di più. È il caso da usare per valutare criticamente quanto vale davvero un chiral switch.
Struttura
Struttura 2D della levocetirizina (PubChem CID 1549000). Formula C₂₁H₂₅ClN₂O₃, PM 388,9 g/mol.
Formula e peso molecolare sono identici a quelli della cetirizina: non è una molecola diversa, è la stessa molecola in una sola delle due configurazioni possibili al carbonio benzidrilico. È il modo più immediato per vedere che gli enantiomeri non si distinguono per composizione ma per geometria — e che il recettore, essendo esso stesso chirale, se ne accorge.
Farmacodinamica
Catena d’azione: levocetirizina → antagonismo inverso H1 ad alta affinità e lenta dissociazione, quasi tutto periferico → ↓pomfo, eritema, prurito, rinorrea. Come la cetirizina, riduce anche la migrazione degli eosinofili.
flowchart TD A["CETIRIZINA racemica 10 mg"] --> B["enantiomero R(−)<br/>LEVOCETIRIZINA — eutomero"] A --> C["enantiomero S(+)<br/>destrocetirizina — distomero"] B --> D["affinità H1 ~30x superiore<br/>dissociazione lenta"] C --> E["affinità trascurabile<br/>ma stesso carico da eliminare"] D --> F["stessa efficacia a METÀ dose:<br/>5 mg = 10 mg di racemo"] D --> G["↓ pomfo, eritema, prurito<br/>↓ chemiotassi eosinofili"] B --> H["COOH ionizzato: scarsa penetrazione BEE"] H --> I["poco sedativa — ma la più sedativa<br/>fra le non-sedative"] B --> J["metabolismo < 14%<br/>eliminazione renale immodificata ~85%"] J --> K["nessuna interazione sui CYP<br/>MA dose da ridurre se ↓ funzione renale"]
Farmacocinetica
- Biodisponibilità: elevata, ~100%; Tmax ~0,9 ore — inizio d’azione entro un’ora, coerente con i 15–20 minuti di Tmax indicati dal docente per la categoria.
- Profarmaco: no.
- Metabolismo: < 14% della dose; nessun CYP clinicamente rilevante.
- Emivita: ~8–9 ore → monosomministrazione giornaliera (l’occupazione recettoriale supera le 24 ore).
- Eliminazione: renale, ~85% della dose, in larga parte immodificata — per filtrazione glomerulare e secrezione tubulare attiva.
Posologia e monitoraggio
Adulto e bambino > 12 anni: 5 mg una volta al giorno, preferibilmente la sera. Bambino 6–11 anni: 2,5 mg/die. Nessun esame di monitoraggio, ma la funzione renale va conosciuta: la dose si dimezza o si dirada progressivamente al ridursi della clearance.
Tossicità
- Di classe: sonnolenza, cefalea, secchezza delle fauci, affaticamento.
- Propria: la sonnolenza è riportata in circa il 6% dei pazienti, più che con fexofenadina e desloratadina, meno che con la cetirizina racemica.
- Nessun effetto sul QT. Come per la cetirizina, è descritto un prurito da sospensione dopo uso prolungato.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: insufficienza renale grave con ClCr < 10 ml/min; ipersensibilità a cetirizina, idrossizina o altri derivati piperazinici (cross-reattività strutturale).
- Gruppi speciali: insufficienza renale → aggiustamento obbligatorio (ClCr 50–79: 5 mg/die; 30–49: 5 mg a giorni alterni; 10–29: 5 mg ogni 3 giorni); insufficienza epatica isolata → nessun aggiustamento, ed è la sua nicchia; gravidanza e allattamento → sconsigliata come tutta la categoria.
- Interazioni rilevanti: nessuna di rilievo metabolico. Resta la somma con alcol e depressori centrali.
- Antidoto: nessuno; non dializzabile (elevato legame proteico, ~90%).
Posto in terapia
Prima linea nella rinite allergica persistente e nell’orticaria cronica spontanea, dove — come per la cetirizina — le linee guida ammettono l’aumento della dose fino a quattro volte prima di passare a un biologico. È indicata quando serve un anti-H1 indipendente dai citocromi in un paziente con fegato compromesso; va invece evitata o ricalibrata nel nefropatico, che è l’errore più facile da commettere con questa molecola.
🔗 Compare in
- Antistaminici Anti-H1 di Terza Generazione — l’eccezione della categoria: enantiomero attivo, non metabolita.
- Cetirizina — il racemo di cui è l’enantiomero eutomero.
Fonti: PubChem CID 1549000 (struttura, formula, ATC R06AE09); DailyMed SPL levocetirizine dihydrochloride (posologia, PK, aggiustamenti per clearance renale, legame proteico); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.