Cetirizina

Scheda-farmaco — molecola della classe Antistaminici Anti-H1 di Seconda Generazione. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.

Classe: antagonista H1 di seconda generazione, piperazina carbossilata · ATC: R06AE07 (S01GX12 collirio) · Nomi commerciali (IT): Zirtec, Formistin · PubChem CID 2678

Perché questa molecola

Perché è l’eccezione alla regola della sua stessa classe. La nota madre descrive la seconda generazione come un gruppo di farmaci ampiamente metabolizzati dal CYP3A4, la cui attività fluttua con la funzione epatica e le interazioni. La cetirizina non fa nulla di tutto questo: è già un acido carbossilico, cioè è già il prodotto finale del metabolismo. Viene eliminata immodificata per via renale per circa i due terzi, non tocca i citocromi e non ha interazioni farmacocinetiche rilevanti — il vantaggio che il corso attribuisce alla terza generazione, lei ce l’ha già.

Da dove viene quel gruppo carbossilico è l’altra metà della storia: è il metabolita ossidato dell’idrossizina, un anti-H1 di prima generazione francamente sedativo. Una sola ossidazione trasforma il sedativo nel non-sedativo, perché la carica negativa del COOH a pH fisiologico impedisce il passaggio della barriera ematoencefalica.

Il terzo delta è clinico e va conosciuto: è la meno “non-sedativa” delle non sedative. La sonnolenza compare in circa il 10–14% dei pazienti contro il ~6% del placebo — più che con loratadina o fexofenadina. Il residuo di penetrazione centrale c’è, ed è la ragione per cui in scheda tecnica c’è l’avvertenza sulla guida.

Struttura

Struttura 2D della cetirizina (PubChem CID 2678). Formula C₂₁H₂₅ClN₂O₃, PM 388,9 g/mol.

L’impalcatura benzidrilpiperazinica dell’idrossizina, con la catena laterale che termina in acido carbossilico invece che in alcol. È un solo atomo di ossigeno di differenza rispetto alla molecola-madre, e cambia tutto: ionizzazione, distribuzione, metabolismo, sedazione. Il carbonio benzidrilico è stereogenico: la cetirizina in commercio è il racemo, e l’enantiomero attivo è la levocetirizina.

Farmacodinamica

Catena d’azione: cetirizina → antagonismo H1 competitivo ad alta affinità, quasi tutto periferico → ↓pomfo ed eritema, ↓rinorrea, ↓prurito. In più, effetto documentato di riduzione della migrazione degli eosinofili nel sito allergico, indipendente dal blocco H1.

flowchart TD
  A["IDROSSIZINA<br/>(1ª gen., sedativa)"] -->|"ossidazione dell'alcol<br/>ad acido carbossilico"| B["CETIRIZINA"]
  B --> C["COOH ionizzato a pH 7,4"]
  C --> D["penetrazione della BEE fortemente ridotta<br/>→ scarsa sedazione"]
  C --> E["nessun ulteriore metabolismo necessario<br/>→ eliminazione renale immodificata"]
  B --> F["antagonismo H1 periferico<br/>ad alta affinità"]
  F --> G["↓ pomfo, eritema, prurito, rinorrea"]
  B --> H["↓ chemiotassi degli eosinofili<br/>(effetto extra-recettoriale)"]
  E --> I["nessuna interazione sui CYP<br/>MA dose da ridurre se ↓ funzione renale"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: elevata; Tmax ~1 ora, effetto già entro 20–60 minuti.
  • Profarmaco: no — è essa stessa il metabolita attivo di un altro farmaco.
  • Metabolismo: minimo; nessun coinvolgimento clinicamente rilevante dei CYP.
  • Emivita: ~8–10 ore nell’adulto → monosomministrazione giornaliera; l’occupazione recettoriale dura oltre 24 ore.
  • Eliminazione: renale, ~70% della dose, in larga parte immodificata.

Posologia e monitoraggio

Adulto e bambino > 12 anni: 10 mg una volta al giorno, meglio la sera vista la sedazione residua. Bambino 6–12 anni: 5 mg × 2 o 10 mg/die. Nessun esame di monitoraggio, ma la dose va dimezzata nell’insufficienza renale (e il farmaco evitato se ClCr < 10 ml/min): è l’unico aggiustamento che chiede.

Tossicità

  • Di classe: ben tollerata; cefalea, secchezza delle fauci, faringite.
  • Propria: sonnolenza più frequente che con gli altri anti-H1 di seconda generazione — dose-dipendente e più marcata a 20 mg.
  • È descritto un prurito grave da sospensione dopo uso prolungato: raro ma caratteristico, e da riconoscere per non scambiarlo per una recidiva dell’allergia.
  • Nessuna cardiotossicità, nessun allungamento del QT.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: insufficienza renale terminale (ClCr < 10 ml/min); ipersensibilità alla cetirizina, all’idrossizina o ai derivati piperazinici — la cross-reattività con l’idrossizina discende direttamente dalla parentela strutturale.
  • Gruppi speciali: insufficienza renale → riduzione di dose (l’opposto della regola generale della classe, che guarda al fegato); anziano → valutare la funzione renale; gravidanza — insieme alla loratadina è fra le opzioni con maggiore esperienza d’uso.
  • Interazioni rilevanti: praticamente nessuna di tipo metabolico — è il suo punto di forza. Resta la somma con alcol e depressori centrali, non trascurabile data la sedazione residua.
  • Antidoto: nessuno; non è dializzabile, per l’elevato legame proteico.

Posto in terapia

Prima linea nella rinite allergica e, a dosi anche superiori a quelle standard, nell’orticaria cronica spontanea — indicazione in cui le linee guida ne prevedono l’aumento fino a quattro volte la dose prima di passare a un biologico. È l’anti-H1 preferito quando c’è insufficienza epatica o si teme un’interazione, ed è da evitare quando il paziente deve guidare o restare pienamente vigile.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 2678 (struttura, formula, ATC R06AE07); DailyMed SPL cetirizine hydrochloride (posologia, PK, frequenza della sonnolenza, aggiustamento renale); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.