Difenidramina

Scheda-farmaco — molecola della classe Antistaminici Anti-H1 di Prima Generazione. Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.

Classe: antagonista H1 di prima generazione, etanolammina · ATC: R06AA02 (anche D04AA32 topico) · Nomi commerciali (IT): Aliserin, Difeni; in molti prodotti da banco per il raffreddore · PubChem CID 3100

Perché questa molecola

È il capostipite: primo antistaminico approvato (1946) e tuttora il metro con cui si misura la classe. Ed è la molecola in cui i “difetti” della prima generazione sono così marcati da essere diventati indicazioni: è così sedativa da essere venduta come ipnotico da banco, e così antimuscarinica da funzionare come antiemetico per la cinetosi. Quando la nota madre dice che gli anti-H1 di prima generazione «restano in uso perché sedativi», parla essenzialmente di lei.

Il secondo motivo è tossicologico: è il farmaco con cui si impara la sindrome anticolinergica da sovradosaggio, perché è banalmente disponibile senza ricetta.

Struttura

Struttura 2D della difenidramina (PubChem CID 3100). Formula C₁₇H₂₁NO, PM 255,35 g/mol.

Un etere etanolamminico: due anelli fenilici su un carbonio benzidrilico, collegati da un ossigeno a una catena con dimetilammina terziaria. Non c’è nulla in questa struttura che ne limiti la lipofilia — nessuna carica permanente, nessun gruppo acido — ed è esattamente per questo che attraversa la barriera ematoencefalica. Il confronto da tenere a mente è con la cetirizina, che a quella catena ha un gruppo carbossilico e resta fuori dal SNC.

Farmacodinamica

Catena d’azione: difenidramina → antagonismo inverso competitivo su H1 (periferico e centrale) → ↓vasodilatazione, ↓permeabilità, ↓prurito + blocco H1 centrale → sedazione + blocco muscarinico → effetti antimuscarinici e antiemetici.

flowchart TD
  A["DIFENIDRAMINA<br/>(lipofila, non ionizzata)"] --> B["recettore H1 periferico"]
  A --> C["barriera ematoencefalica<br/>ATTRAVERSATA"]
  A --> D["recettori muscarinici<br/>(nessuna selettività)"]
  B --> E["↓ pomfo, prurito, rinorrea<br/>= EFFETTO TERAPEUTICO"]
  C --> F["H1 centrale (nucleo tuberomammillare)<br/>→ SEDAZIONE"]
  F --> G["effetto avverso nell'allergia<br/>MA indicazione come ipnotico"]
  D --> H["secchezza fauci, visione offuscata,<br/>stipsi, ritenzione urinaria"]
  D --> I["blocco M nel centro del vomito<br/>→ ANTIEMETICO per cinetosi"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~40–60% per os — primo passaggio epatico marcato.
  • Profarmaco: no.
  • Metabolismo: epatico, prevalentemente CYP2D6 (con contributo di 1A2, 2C9, 2C19). È anche un inibitore del CYP2D6: può alzare i livelli di metoprololo, dei triciclici e dei substrati 2D6 in genere.
  • Emivita: ~4–9 ore, più lunga nell’anziano → 3–4 somministrazioni/die, coerente con la «breve durata d’azione» della classe.
  • Eliminazione: renale, quasi tutta come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Adulto: 25–50 mg per os ogni 4–6 ore (max 300 mg/die); come ipnotico 50 mg alla sera. Disponibile anche im/ev nell’emergenza allergica. Nessun monitoraggio di laboratorio; il “monitoraggio” è clinico e riguarda la sedazione residua al mattino e lo stato cognitivo dell’anziano.

Tossicità

  • Di classe: sonnolenza, riduzione di attenzione e coordinazione, secchezza delle fauci, disturbi dell’accomodazione, stipsi, ritenzione urinaria.
  • Propria: è la più sedativa e la più antimuscarinica della classe. Nel sovradosaggio dà sindrome anticolinergica conclamata — midriasi, cute calda e secca, ritenzione, febbre, delirio agitato e allucinazioni — e ad alte dosi blocca anche i canali del sodio cardiaci, con allargamento del QRS.
  • Reazione paradossa nel bambino e nell’anziano: eccitazione e insonnia invece di sedazione.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: glaucoma ad angolo chiuso, ipertrofia prostatica con ritenzione, stenosi pilorica, neonato e prematuro.
  • Gruppi speciali: nell’anziano è nei criteri di Beers come farmaco da evitare (cadute, confusione); in pediatria non va usata come sedativo, uso oggi abbandonato nonostante l’abitudine storica ricordata a lezione; in allattamento può ridurre la montata lattea.
  • Interazioni rilevanti: potenziamento di tutti i depressori centrali — alcol, benzodiazepine, oppioidi, anestetici (è l’interazione che il docente sottolinea); somma di effetti con altri antimuscarinici; inibizione del CYP2D6.
  • Antidoto: nell’intossicazione anticolinergica grave la fisostigmina — l’unico inibitore dell’AChE che entra nel SNC.

Posto in terapia

Fuori dalla prima linea per l’allergia, dove è sostituita dalla seconda e terza generazione. Resta utile in tre nicchie che sfruttano proprio la penetrazione centrale: cinetosi, insonnia occasionale da banco, prodotti per la sindrome da raffreddamento. Nell’emergenza allergica è un adiuvante per via parenterale — mai il farmaco principale, che resta l’adrenalina.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 3100 (struttura, formula, ATC R06AA02); DailyMed SPL diphenhydramine hydrochloride (posologia, PK, avvertenze); sbobina 40 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-15.