Triesifenidile

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Altri Farmaci nel Parkinson (Amantadina e Anticolinergici).

Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-19.

Classe: antimuscarinico centrale (antiparkinsoniano anticolinergico) · ATC: N04AA01 · Nomi commerciali (IT): Artane · PubChem CID 5572

Perché questa molecola

È il capostipite degli anticolinergici antiparkinsoniani e il farmaco che rappresenta la terapia pre-levodopa — l’unica disponibile prima del 1960, derivata dall’osservazione empirica che gli alcaloidi della belladonna miglioravano il tremore.

Il suo delta rispetto agli antimuscarinici periferici come l’atropina è la lipofilia, che gli permette di raggiungere concentrazioni adeguate nello striato: è un antimuscarinico progettato per entrare nel cervello, non per restarne fuori. Il razionale è quello spiegato nella nota madre — nel Parkinson l’acetilcolina non aumenta, ma la caduta della dopamina rende il tono colinergico relativamente preponderante, e ridurlo ripristina l’equilibrio nel circuito striatale.

⚠️ E qui sta il suo limite, che è lo stesso della sua forza: la lipofilia che gli dà l’efficacia gli dà anche il carico anticolinergico centrale, cioè confusione, deficit di memoria e delirium. Nell’anziano l’acetilcolina è il neurotrasmettitore della cognizione — la nota madre lo dice esplicitamente — e togliere tono colinergico a un cervello che sta già perdendo neuroni colinergici significa peggiorare la cognitività. È il motivo per cui il triesifenidile è controindicato di fatto nell’anziano ed è compreso nei criteri di Beers fra i farmaci potenzialmente inappropriati in geriatria.

Resta invece utile nel Parkinson giovanile a predominanza tremorigena e, soprattutto, nel parkinsonismo iatrogeno da antipsicotici e nelle distonie acute da neurolettici.

Struttura

Struttura 2D del triesifenidile (PubChem CID 5572). Formula C₂₀H₃₁NO, PM 301,5 g/mol.

Un’ammina terziaria — non quaternaria: è questa la ragione chimica per cui attraversa la barriera ematoencefalica, mentre gli antimuscarinici quaternari (ipratropio, butilscopolamina) restano confinati in periferia.

Farmacodinamica

Catena d’azione: triesifenidile → antagonismo sui recettori muscarinici (soprattutto M1) degli interneuroni colinergici striatali → ↓ tono colinergico → ristabilito l’equilibrio dopamina/acetilcolina nel circuito motorio → ↓ tremore a riposo e rigidità.

flowchart TD
  A["degenerazione nigrostriatale"] --> B["↓ dopamina nello striato"]
  B --> C["tono colinergico relativamente preponderante"]
  C --> D["tremore a riposo, rigidità"]
  T["triesifenidile"] -->|antagonismo muscarinico M1<br/>negli interneuroni striatali| C
  C -.-> E["equilibrio dopamina/acetilcolina ristabilito"]
  E --> F["↓ tremore (l'effetto migliore della classe)"]
  T --> G["antagonismo muscarinico<br/>anche corticale e ippocampale"]
  G --> H["⚠️ confusione, deficit di memoria, delirium<br/>(soprattutto nell'anziano)"]
  T --> I["antagonismo muscarinico periferico"]
  I --> J["⚠️ xerostomia, stipsi, ritenzione urinaria,<br/>visione offuscata, glaucoma acuto"]

Il bersaglio è lo stesso degli antimuscarinici in generale; ciò che cambia è dove il farmaco arriva.

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: buona; elevata lipofilia → ampia distribuzione nel SNC.
  • Metabolismo: epatico (idrossilazione).
  • Emivita: ~3-6 h → 3-4 somministrazioni/die.
  • Eliminazione: renale, come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Orale, con titolazione lenta: 1 mg/die iniziali, aumentando di 2 mg ogni 3-5 giorni fino a 6-10 mg/die in 3-4 dosi (fino a 15 mg/die nel parkinsonismo iatrogeno). ⚠️ Sospensione sempre graduale: la sospensione brusca produce un rimbalzo colinergico con peggioramento acuto del parkinsonismo. Nell’anziano va controllato il residuo post-minzionale e valutata la pressione oculare.

Tossicità

  • Periferiche (anticolinergiche classiche): secchezza delle fauci (la più costante), visione offuscata e midriasi, stipsi, ritenzione urinaria, tachicardia, ridotta sudorazione con rischio di colpo di calore.
  • ⚠️ Centrali, le limitanti: confusione, deficit di memoria, allucinazioni, delirium — con incidenza che cresce ripidamente con l’età e con il carico anticolinergico totale.
  • ⚠️ Glaucoma acuto ad angolo chiuso nei predisposti.
  • Abuso: il triesifenidile ha un potenziale d’abuso a dosi elevate per gli effetti euforizzanti e allucinogeni — segnalato soprattutto nei pazienti psichiatrici in terapia con neurolettici.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: glaucoma ad angolo chiuso; ipertrofia prostatica con ritenzione; ostruzione gastrointestinale o megacolon; miastenia gravis; tachiaritmie.
  • Gruppi speciali: ⚠️ anziano — da evitare (criteri di Beers); demenza — controindicato di fatto, peggiora la cognitività; nel giovane con tremore prevalente è invece un’opzione ragionevole.
  • Interazioni rilevanti:
  • Antidoto: nella tossicità anticolinergica centrale grave, la fisostigmina.

Posto in terapia

Oggi di nicchia: Parkinson giovanile a predominanza tremorigena che non risponde adeguatamente ai dopaminergici, parkinsonismo iatrogeno da antipsicotici di prima generazione, e distonia acuta da neurolettici (dove il biperidene per via parenterale è preferito per la rapidità). Mai nell’anziano. In commercio in Italia (Artane).

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 5572 (struttura, formula, ATC N04AA01); RCP Artane e DailyMed SPL per posologia, controindicazioni, tossicità anticolinergica; American Geriatrics Society Beers Criteria per l’inappropriatezza nell’anziano; sbobina 33 per l’inquadramento didattico. Consultate il 2026-08-19.