Altri Farmaci nel Parkinson (Amantadina e Anticolinergici)

Trattamenti secondari ma importanti, accanto alla L-DOPA (Levodopa) e ai farmaci dopaminergici.

Amantadina

Antivirale che, con un meccanismo non chiaro, riduce le discinesie del morbo di Parkinson.

Anticolinergici (antimuscarinici)

Razionale: il movimento è ben coordinato quando dopamina e acetilcolina sono in equilibrio. Oltre alla via nigrostriatale, la proiezione cortico-spinale che contribuisce al coordinamento del movimento è mediata dall’acetilcolina. Nel Parkinson non c’è un aumento di acetilcolina, ma la riduzione di dopamina rende il tono colinergico preponderante, sfociando nel tremore a riposo. Si ripristina l’equilibrio riducendo l’azione colinergica con antagonisti del recettore muscarinico (l’inibizione deve essere mirata sui muscarinici).

  • Farmaci: triesifenidile, biperidene, orfenadrina.
  • Efficaci in associazione alla L-DOPA e anche nel Parkinson iatrogeno (es. da antipsicotici di prima generazione).
  • Controindicati nell’anziano (usati più nel Parkinson giovanile): l’acetilcolina è importante per la funzione cognitiva, quindi ridurre il tono colinergico può peggiorare la cognitività e dare stipsi.

Safinamide

Approvata nel 2015, agisce su più neurotrasmettitori, non solo dopaminergico ma anche glutammatergico. Funzioni extra-dopaminergiche identificate:

  1. modula il rilascio di glutammato;
  2. blocca i canali del sodio;
  3. inibisce le MAO-B.

Non si usa da sola: l’impiego principale è in terapia con L-DOPA per ridurre le fluttuazioni on/off. La ricerca non punta a un farmaco più potente della L-DOPA (che resta gold standard), ma a farmaci che ne riducano gli effetti collaterali. Tra le linee di ricerca futura: agonisti del GLP-1 (farmaci per il diabete) e stimolazione cerebrale profonda individualizzata.

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