Mepolizumab
Scheda-farmaco — singola molecola della classe Asma Eosinofila e Bersagli Citochinici.
Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-15.
Classe: anticorpo monoclonale IgG1κ umanizzato anti-IL-5 · ATC: R03DX09 · Nome commerciale (IT): Nucala · struttura del bersaglio: PDB 1HUL
Perché questa molecola
È il capostipite degli anti-IL-5 e il farmaco che ha reso l’asma eosinofila — l’entità nosologica che la nota madre presenta come «identificata di recente» — una malattia con una terapia propria. Il ragionamento è quello che il corso chiede di ricostruire: l’IL-5 è il fattore di crescita degli eosinofili; negli asmatici gravi eosinofili è presente in quantità abnormi; togliere l’IL-5 significa togliere agli eosinofili ciò che li fa proliferare, maturare e sopravvivere.
Il suo delta rispetto agli altri due anti-IL-5 è dove colpisce: il mepolizumab lega la citochina libera, impedendole di raggiungere il recettore. Non tocca l’eosinofilo. La conseguenza è che gli eosinofili calano progressivamente — perché smettono di essere prodotti e rinnovati — ma non vengono uccisi: la deplezione è parziale e reversibile, tipicamente all’80-90%. È l’opposto della strategia del benralizumab, che li elimina attivamente. Sapere questa differenza è l’obiettivo del confronto.
Il terzo delta è pratico: è l’anti-IL-5 a dose fissa — 100 mg, per chiunque, ogni 4 settimane, sottocute, anche in autosomministrazione. Il reslizumab va endovena e si calcola sul peso; il mepolizumab no. È la ragione per cui è il più usato.
Struttura
Struttura cristallografica dell’interleuchina-5 umana, il bersaglio del mepolizumab (PDB 1HUL, diffrazione di raggi X, 2,4 Å). L’IL-5 è un omodimero antiparallelo con topologia insolita: due fasci di quattro α-eliche in cui ciascuna metà è completata da un filamento β dell’altra subunità — una configurazione dimerica che la rende un bersaglio adatto alla neutralizzazione anticorpale. Il mepolizumab lega l’IL-5 e ne blocca l’aggancio alla catena α del recettore.
Farmacodinamica
flowchart TD A["infiammazione T2 delle vie aeree"] --> B["Th2 e ILC2 producono IL-5"] B --> C["IL-5 libera (omodimero)"] C --> D["recettore IL-5Rα sull'eosinofilo"] D --> E["maturazione midollare, reclutamento, sopravvivenza dell'eosinofilo"] E --> F["eosinofili attivati → citochine, proteine granulari"] F --> G["infiammazione bronchiale + RIMODELLAMENTO"] H["MEPOLIZUMAB"] -->|lega e neutralizza| C H --> I["l'IL-5 non raggiunge il recettore"] I --> J["↓ produzione e sopravvivenza degli eosinofili"] J --> K["eosinofili ematici -80/90% — deplezione PARZIALE e reversibile"] K --> L["↓ riacutizzazioni, ↓ steroide orale"] H -.->|NON lega l'eosinofilo, NON induce ADCC| E
La freccia tratteggiata è la differenza chiave con il benralizumab: il mepolizumab agisce sul segnale, non sulla cellula.
Effetti clinici documentati (trial DREAM, MENSA, SIRIUS): riduzione delle riacutizzazioni ~50%, riduzione della dose di corticosteroide orale ~50%, miglioramento modesto del FEV₁ (~100 mL). Il beneficio è maggiore quanto più alta è l’eosinofilia basale: è un farmaco per un fenotipo, non per tutti.
Farmacocinetica
- Via: sottocutanea, coscia, braccio o addome. Disponibile in penna e siringa preriempita per l’autosomministrazione.
- Biodisponibilità ~80%; picco in 4-8 giorni.
- Emivita: ~16-22 giorni — consente l’intervallo di 4 settimane.
- Eliminazione: catabolismo proteolitico aspecifico, come ogni IgG. Nessun coinvolgimento di CYP o trasportatori → nessuna interazione farmacocinetica. Non serve aggiustare la dose per età, sesso, etnia, funzione renale o epatica.
- Onset: gli eosinofili calano entro 4 settimane; il beneficio clinico si valuta a 4 mesi (ricontrollo annuale nella pratica).
Posologia e monitoraggio
100 mg sottocute ogni 4 settimane — dose fissa nell’adulto e nell’adolescente; 40 mg dai 6 agli 11 anni. Nella granulomatosi eosinofilica con poliangioite e nella sindrome ipereosinofila la dose sale a 300 mg ogni 4 settimane. Da monitorare:
- eosinofili ematici prima di iniziare — servono a stabilire l’indicazione (in genere ≥150/µL al basale o ≥300/µL nell’anno precedente): ⚠️ il conteggio va fatto prima, perché in terapia crolla e non è più interpretabile;
- rivalutazione dell’efficacia a 12 mesi;
- ⚠️ riduzione graduale del corticosteroide orale, mai brusca;
- eventuale parassitosi da elminti prima di iniziare, in pazienti a rischio.
Tossicità
Il profilo è notevolmente buono — è il tratto che distingue i biologici respiratori dagli steroidi che sostituiscono:
- Reazioni nel sito di iniezione (~8%): dolore, eritema, prurito.
- Cefalea — l’effetto sistemico più frequente.
- Dorsalgia, faringite, infezioni delle alte vie respiratorie.
- Reazioni di ipersensibilità sistemiche (orticaria, angioedema, broncospasmo): rare; l’anafilassi è molto rara — a differenza dell’omalizumab, non c’è boxed warning.
- Herpes zoster: segnalato; nei candidati va considerata la vaccinazione prima di iniziare.
- ⚠️ Infestazioni da elminti: gli eosinofili sono la difesa antiparassitaria. Una parassitosi preesistente va trattata prima; se compare in terapia e non risponde, si sospende il farmaco.
- Immunogenicità (anticorpi anti-farmaco) bassa, ~6%, senza impatto clinico rilevante.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: ipersensibilità al mepolizumab. ⚠️ Non è un farmaco d’emergenza: nessun ruolo nell’attacco acuto o nello stato asmatico. ⚠️ Non sospendere bruscamente lo steroide all’inizio della terapia — si scala lentamente, con il rischio altrimenti di smascherare una vasculite o una crisi surrenalica.
- Gruppi speciali: elmintiasi in atto o rischio endemico → trattare prima; gravidanza → dati limitati, le IgG attraversano la placenta nel terzo trimestre — si valuta caso per caso, tenendo conto che l’asma non controllato è più pericoloso; pediatria → da 6 anni.
- Interazioni: nessuna di rilievo, come per tutti gli anticorpi monoclonali.
- Antidoto: nessuno; nelle reazioni di ipersensibilità si tratta il sintomo.
Posto in terapia
Asma grave eosinofila non controllata da ICS ad alte dosi + LABA (GINA Step 5), nel fenotipo con eosinofilia documentata. È il primo anti-IL-5 da considerare per la comodità della dose fissa e dell’autosomministrazione. Ha inoltre tre indicazioni fuori dall’asma, tutte eosinofile: granulomatosi eosinofilica con poliangioite (EGPA, Churg-Strauss), sindrome ipereosinofila e rinosinusite cronica con poliposi nasale; più recentemente la BPCO con fenotipo eosinofilo, che è la prima breccia dei biologici in una malattia da cui, come ricorda la nota madre, erano finora esclusi. In commercio in Italia, prescrizione specialistica.
🔗 Compare in
- Asma Eosinofila e Bersagli Citochinici — la nota di classe.
- Benralizumab — l’anti-IL-5Rα che distrugge l’eosinofilo invece di privarlo del fattore di crescita.
- Rimodellamento delle Vie Aeree — IL-5 e IL-13 tra i motori del remodelling.
- Anticorpi Monoclonali — la tecnologia degli umanizzati.
Fonti: PDB 1HUL (struttura dell’IL-5 umana, X-ray 2,4 Å); EMA SmPC Nucala e DailyMed SPL per posologia, cinetica, tossicità e avvertenze; trial DREAM, MENSA e SIRIUS per l’efficacia su riacutizzazioni e risparmio di steroide; GINA Global Strategy for Asthma Management 2024 per il posto in terapia; sbobina 37 per il taglio didattico (IL-5 come fattore di crescita eosinofilo). Consultate il 2026-08-15.