Oseltamivir

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Inibitori delle Neuraminidasi. Il meccanismo

di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: inibitore della neuraminidasi (profarmaco etilestere) · ATC: J05AH02 · Nomi commerciali (IT): Tamiflu · PubChem CID 65028

Perché questa molecola

È l’unico inibitore della neuraminidasi somministrabile per bocca, e questo da solo spiega perché sia il farmaco dell’influenza nella pratica reale: il paziente influenzato si tratta a casa, e nessuna delle sorelle di classe glielo permette (Zanamivir è inalatorio, Peramivir endovenoso). La via orale è possibile perché la molecola non è attiva così com’è: è un profarmaco etilestere, abbastanza lipofilo da attraversare l’intestino, che il fegato idrolizza a oseltamivir carbossilato, l’inibitore vero.

Il prezzo di questa scelta è la sua fragilità principale: la mutazione H275Y della neuraminidasi N1 abbatte l’affinità per l’oseltamivir (e per il peramivir) lasciando intatta quella per lo zanamivir — è il motivo per cui un’alternativa inalatoria continua a essere tenuta in commercio.

Struttura

Struttura 2D dell’oseltamivir (PubChem CID 65028). Formula C₁₆H₂₈N₂O₄, PM 312,4 g/mol.

L’anello è un cicloesene, non lo zucchero dell’acido sialico: è un mimetico dello stato di transizione, non una copia del substrato come nello zanamivir. La catena 3-pentilossi occupa una tasca idrofobica che nel substrato naturale non viene usata — ed è la tasca che H275Y richiude.

Farmacodinamica

Catena d’azione: oseltamivir (profarmaco) → carbossilesterasi epatica (CES1) → oseltamivir carbossilato → inibisce la neuraminidasi virale → l’acido sialico non viene clivato → il virione neoformato resta ancorato alla cellula → nessuna diffusione ai bronchioli vicini.

flowchart TD
  A["oseltamivir (profarmaco, per os)"] --> B["carbossilesterasi epatica CES1"]
  B --> C["oseltamivir carbossilato (attivo)"]
  C -->|inibizione competitiva| D["neuraminidasi virale N1/N2"]
  D --> E["acido sialico non clivato"]
  E --> F["virione trattenuto sulla cellula ospite"]
  F --> G["blocco della diffusione: durata sintomi -1/-2 giorni"]
  D -.->|mutazione H275Y| H["perdita di affinità per oseltamivir e peramivir<br/>zanamivir ancora attivo"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: ~80% come carbossilato — la conversione epatica è quasi completa.
  • Profarmaco: sì → metabolita attivo oseltamivir carbossilato. L’idrolisi è opera delle carbossilesterasi, non dei CYP: da qui il profilo di interazioni molto povero.
  • Metabolismo: nessun coinvolgimento rilevante dei citocromi.
  • Emivita: 6–10 h (carbossilato) → due somministrazioni al giorno.
  • Eliminazione: renale, immodificata, per filtrazione e secrezione tubulare attiva (OAT1). È il punto su cui si costruisce l’unico aggiustamento posologico della molecola.

Posologia e monitoraggio

75 mg × 2/die per 5 giorni nel trattamento; 75 mg × 1/die per 10 giorni nella profilassi post-esposizione. La dose va ridotta per clearance della creatinina < 60 mL/min e ulteriormente nel paziente dializzato: è l’unico parametro da controllare prima di prescrivere. Non richiede TDM.

⏱️ Vale solo se iniziato entro 48 h dall’esordio dei sintomi — oltre quella finestra la viremia è già in discesa e il farmaco non cambia il decorso (vedi Inibitori delle Neuraminidasi).

Tossicità

  • Nausea, con o senza vomito, fino al 15% dei trattati: è l’effetto avverso caratteristico, di norma lieve e transitorio, e si attenua assumendo il farmaco a stomaco pieno.
  • Cefalea, insonnia.
  • Eventi neuropsichiatrici (delirio, allucinazioni, comportamenti anomali autolesivi): segnalati soprattutto in adolescenti giapponesi e riportati nella scheda tecnica. Il nesso causale non è dimostrato — l’influenza stessa può dare encefalopatia — ma la raccomandazione di sorvegliare il paziente pediatrico nelle prime 48 h resta.
  • Rare reazioni cutanee gravi (Stevens-Johnson).

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: ipersensibilità nota. Nessuna controindicazione respiratoria (a differenza dello zanamivir).
  • Gruppi speciali: utilizzabile in gravidanza — anzi la gravida è categoria prioritaria; approvato dalla nascita in pediatria con dosi a peso; nell’insufficienza renale serve l’aggiustamento.
  • Interazioni rilevanti: poche, perché non tocca i CYP. Il probenecid raddoppia l’esposizione bloccando la secrezione tubulare OAT1. Nessuna interazione con il vaccino antinfluenzale inattivato; il vaccino vivo attenuato intranasale va invece distanziato.
  • Non esiste antidoto: il sovradosaggio si gestisce con la sospensione.

Resistenza

H275Y nella neuraminidasi N1 (numerazione N1) è la mutazione dominante: riduce l’affinità di oltre 100 volte per oseltamivir e peramivir, non per lo zanamivir, che lega diversamente la tasca. Era diffusa nel ceppo stagionale H1N1 del 2007–2009; dopo la pandemia 2009 la sorveglianza CDC riporta prevalenze dello 0,2–0,5% (dato 2019) sui ceppi circolanti. Nei virus di tipo B e nelle N2 le sostituzioni rilevanti sono altre (R292K, E119V).

Posto in terapia

Farmaco di prima scelta per influenza A e B, in trattamento e in profilassi post-esposizione, con priorità ai pazienti high risk (≥65 anni, gravide e puerpere fino a 40 giorni, immunodepressi, diabete scompensato, cardiopatia, BPCO avanzata). In commercio in Italia. Nel paziente che non può deglutire o non assorbe si passa al peramivir endovenoso dove disponibile.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 65028 (struttura, formula, ATC J05AH02); EMA SmPC Tamiflu per posologia, aggiustamento renale e avvertenze neuropsichiatriche; CDC Influenza Antiviral Medications Summary for Clinicians e IDSA Clinical Practice Guidelines on Influenza (2018) per indicazioni, finestra terapeutica e dati di resistenza H275Y. Consultate il 2026-08-14.