Zanamivir

Scheda-farmaco — singola molecola della classe Inibitori delle Neuraminidasi. Il meccanismo

di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: inibitore della neuraminidasi (analogo dell’acido sialico) · ATC: J05AH01 · Nomi commerciali (IT): Relenza · PubChem CID 60855

Perché questa molecola

È il caso-scuola del farmaco più potente che vale meno del suo concorrente. Chimicamente è quasi identico all’acido sialico, il substrato naturale della neuraminidasi, e in vitro inibisce l’enzima meglio dell’Oseltamivir. Ma proprio quella somiglianza — molti gruppi polari, guanidinico e carbossilico — lo rende così idrofilo da avere una biodisponibilità orale trascurabile (~2%): non esiste una compressa di zanamivir, e non può esistere.

La soluzione è stata portare il farmaco direttamente dove serve, come polvere per inalazione. Ne derivano i suoi due tratti distintivi, uno buono e uno cattivo: conserva l’attività sui ceppi con mutazione H275Y che hanno reso inutile l’oseltamivir (lega la tasca in modo diverso), ma il dispositivo inalatorio lo rende inutilizzabile in asma grave e BPCO non controllata, cioè in parte proprio dei pazienti high risk per cui l’antivirale servirebbe di più.

Struttura

Struttura 2D dello zanamivir (PubChem CID 60855). Formula C₁₂H₂₀N₄O₇, PM 332,31 g/mol.

Rispetto all’acido sialico cambia poco: un doppio legame nell’anello diidropiranico (che mima lo stato di transizione) e la sostituzione dell’ossidrile in posizione 4 con un gruppo guanidinico, che si ancora ai residui acidi del sito catalitico. È quel gruppo carico a dare la potenza — e a impedire l’assorbimento intestinale.

Farmacodinamica

Catena d’azione: zanamivir inalato → si deposita sull’epitelio delle vie aeree → inibisce direttamente la neuraminidasi virale (nessuna attivazione necessaria) → l’acido sialico non viene clivato → il virione resta ancorato alla cellula → blocco della diffusione bronchiale.

flowchart TD
  A["zanamivir (polvere inalatoria)"] --> B["~15% raggiunge gli alveoli<br/>il resto resta in orofaringe"]
  B --> C["farmaco ATTIVO tal quale (nessun profarmaco)"]
  C -->|inibizione competitiva| D["neuraminidasi virale"]
  D --> E["acido sialico non clivato"]
  E --> F["virione trattenuto sulla cellula"]
  C -.->|deposito bronchiale| G["broncospasmo<br/>⚠️ asma grave / BPCO"]
  D -.->|H275Y| H["ATTIVITÀ CONSERVATA<br/>(a differenza di oseltamivir e peramivir)"]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità orale: ~2% → la via orale non è praticabile. Si somministra come polvere inalatoria con il dispositivo Diskhaler.
  • Deposizione: solo circa il 15% raggiunge gli alveoli; il resto si ferma in orofaringe e viene deglutito (dove è inattivo perché non assorbito).
  • Profarmaco: no — è già la forma attiva.
  • Metabolismo: assente, non viene metabolizzato.
  • Emivita: ~2,5–5 h nel plasma, ~3 h nel polmone.
  • Eliminazione: renale, immodificato.

Posologia e monitoraggio

Due inalazioni da 5 mg (= 10 mg) due volte al giorno per 5 giorni nel trattamento; 10 mg una volta al giorno per 10 giorni nella profilassi post-esposizione. Le basse concentrazioni sistemiche fanno sì che non serva aggiustamento nell’insufficienza renale, a differenza dell’oseltamivir. Nessun TDM.

⏱️ Come per tutta la classe, va iniziato entro 48 h dall’esordio dei sintomi.

Tossicità

  • Broncospasmo e calo del FEV₁, anche in soggetti senza pneumopatia nota: è l’effetto avverso che definisce la molecola e deriva dalla via di somministrazione, non dal meccanismo.
  • Sindrome vasovagale (lipotimia durante o dopo l’inalazione).
  • Irritazione orofaringea, tosse, cefalea.
  • Rare reazioni allergiche, incluse cutanee gravi.

⚠️ Attenzione

  • Controindicazioni: asma grave o BPCO non controllata — la scheda tecnica ne sconsiglia l’uso, e se lo si impiega comunque va tenuto a disposizione un broncodilatatore a rapida azione, da assumere prima dell’inalazione. Ipersensibilità al lattosio proteine del latte (l’eccipiente della polvere).
  • Gruppi speciali: usabile in gravidanza se necessario; dai 5 anni in poi, e comunque solo in chi sa coordinare l’inalazione — il bambino piccolo e l’anziano confuso non lo eseguono correttamente. Nessun aggiustamento renale o epatico.
  • Interazioni rilevanti: praticamente nessuna (non metabolizzato, non lega i CYP). Distanziare dal vaccino vivo attenuato intranasale.
  • ⚠️ Non nebulizzare mai il contenuto delle capsule né somministrarlo per via endovenosa: il lattosio della formulazione ha causato ostruzione fatale del circuito ventilatorio in pazienti intubati. Se serve la via sistemica, il farmaco è un altro.

Resistenza

Rara. Le sostituzioni del sito attivo che ne riducono l’attività (E119G/A/D, R292K, Q136K) sono diverse da quelle che colpiscono l’oseltamivir: la mutazione H275Y non lo interessa, ed è la ragione clinica per cui la molecola resta in commercio nonostante la scomodità.

Posto in terapia

Alternativa all’oseltamivir in influenza A e B: si sceglie quando il ceppo è oseltamivir-resistente o quando l’intolleranza gastrointestinale impedisce la via orale — sempre che il paziente non abbia una pneumopatia ostruttiva e sappia usare l’inalatore. In commercio in Italia.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 60855 (struttura, formula, ATC J05AH01); EMA SmPC Relenza per deposizione polmonare, posologia, controindicazioni respiratorie e avvertenza sulla non-nebulizzazione; CDC Influenza Antiviral Medications Summary for Clinicians e IDSA Clinical Practice Guidelines on Influenza (2018) per indicazioni e profilo di resistenza. Consultate il 2026-08-14.