Ototossicità da Aminoglicosidi

L’ototossicità è una delle tossicità irreversibili tipiche degli Aminoglicosidi, dovuta all’accumulo del farmaco nella perilinfa ed endolinfa dell’orecchio interno. È dose-dipendente: si manifesta di più ad alte dosi, nei trattamenti prolungati e nell’insufficienza renale. Il danno colpisce l’VIII paio di nervi cranici e può interessare il ramo vestibolare, quello cocleare o entrambi.

Meccanismo

Non del tutto chiaro. L’accumulo nella perilinfa, ipotizzato in passato, non è confermato dagli studi recenti; l’ipotesi più accreditata è il legame dell’aminoglicoside ai fosfolipidi di membrana (fosfatidilinositolo) delle cellule dell’orecchio interno.

Danno vestibolare

Farmaci principalmente coinvolti: streptomicina, gentamicina, tobramicina. Responsabile dell’equilibrio → disturbi: nausea, vertigini, atassia, nistagmo. A rapida insorgenza e, nella maggior parte dei casi, reversibili alla sospensione.

Danno cocleare

Farmaci principalmente coinvolti: kanamicina, amikacina, neomicina. Trasmissione degli stimoli uditivi → acufeni, sensazione di occlusione, ipoacusia. La distruzione delle cellule ciliari sensoriali (prive di capacità rigenerativa) causa perdita irreversibile dell’udito. A differenza del danno vestibolare, è a insorgenza tardiva e può progredire anche dopo la sospensione.

Prevenzione

Poiché i sintomi iniziali possono essere reversibili, si raccomanda uno stretto monitoraggio della funzione uditiva, soprattutto con alte dosi per periodi prolungati.

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