Recettori Decoy (Etanercept, Aflibercept)

Strategia alternativa ai MAB di classe 3 per neutralizzare un antigene solubile: si prende la porzione extracellulare del recettore del bersaglio e la si attacca al frammento cristallizzabile (Fc) di una IgG. Si ottiene così un recettore solubile che lega il bersaglio circolante e lo porta in degradazione. Decoy = trappola: richiama il ligando e lo elimina. Il suffisso -CEPT identifica una proteina decoy.

TNFα — Etanercept

Prima applicazione della strategia: la porzione extracellulare del recettore del TNFα legata all’Fc sequestra il TNFα solubile e lo avvia a degradazione.

VEGF — Aflibercept

Il VEGF ha due recettori: un anticorpo contro l’uno perde l’altro. L’Aflibercept unisce porzioni extracellulari di entrambi i recettori (lega sia VEGFR-1 sia VEGFR-2) all’Fc dell’immunoglobulina. Vantaggio aggiuntivo: cattura anche il placental growth factor (che lega VEGFR-2 e non è riconosciuto dai MAB anti-VEGF classici come Avastin e Ranibizumab). Il sistema decoy rimuove quindi VEGF-A, VEGF-B e placental growth factor, con efficacia clinicamente superiore ai MAB.

Anti-VEGF nelle patologie retiniche

Uno dei successi dei farmaci anti-VEGF (MAB o decoy) è l’iniezione intravitreale: il VEGF, prodotto in eccesso in risposta a ipossia e infiammazione, è un trigger fondamentale dell’edema maculare legato all’età e della maculopatia diabetica, dove causa danni come il sollevamento dell’epitelio. Il trattamento ripristina largamente la situazione normale. Trova impiego anche nella trombosi delle vene centrali della retina.

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