Rimantadina
Antinfluenzale (adamantano), un tempo usato nel trattamento dell’influenza, oggi non più impiegabile per resistenza diffusa.
Meccanismo d’azione
Il virus influenzale si lega alla superficie cellulare tramite l’emagglutinina, viene endocitato e racchiuso in un endosoma. L’apertura dei canali M2 fa entrare ioni H+ che acidificano l’endosoma, liberando il virus e permettendo l’uncoating del materiale genetico: finché è confinato nell’endosoma il virus non può replicarsi, quindi l’apertura dei canali M2 è necessaria alla replicazione.
La rimantadina ha come target i canali M2 e ne impedisce l’apertura: senza acidificazione dell’endosoma il virus resta confinato e non replica.
Meccanismi di resistenza
- Sostituzioni di singoli amminoacidi che impediscono il legame con la rimantadina: il canale M2 non la riconosce e si apre comunque.
- Oppure la rimantadina si lega ma il canale resta insensibile.
Questo è lo stato attuale di tutti i virus influenzali verso la rimantadina. La resistenza è stata favorita dall’uso veterinario massivo (negli allevamenti, in particolare suini, a dosi elevatissime in via preventiva). Per la presenza di ceppi largamente resistenti, gli adamantani (amantadina, rimantadina) non si impiegano più.
Possibile riutilizzo futuro
La prof la presenta come esempio del feedback negativo della resistenza: smettendo di usare un farmaco, l’evoluzione può riselezionare popolazioni di nuovo suscettibili, rendendo in futuro la rimantadina potenzialmente riutilizzabile. Vedi Resistenza agli Antivirali.
🔗 Collegamenti
- Resistenza agli Antivirali — 🔗 esempio di resistenza diffusa e feedback negativo
- Inibitori delle Neuraminidasi — 🔄 altra classe antinfluenzale, oggi di riferimento
- Ciclo di Replicazione Virale e Bersagli Antivirali — 🔗 agisce sull’uncoating (canali M2)