Salvarsan (Arsfenamina)

Scheda-farmaco — molecola citata in Storia degli Antibiotici come capostipite della chemioterapia. Farmaco storico, non più in commercio: la scheda serve a renderlo cliccabile e a spiegare perché il corso lo nomina. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.

Classe: organoarsenicale antimicrobico di sintesi · ATC: nessuno (fuori commercio dagli anni ‘40) · Sinonimi: composto 606, arsfenamina, Salvarsan®, “606” · Introdotto: 1910 (Hoechst) · PubChem CID 8774

Perché questa molecola

Il Salvarsan non si studia per usarlo: si studia perché è il punto in cui la farmacologia diventa razionale. Tre primati lo rendono un farmaco d’esame:

  1. Prima terapia efficace e tollerabile contro la sifilide (Treponema pallidum), prima dell’era della penicillina.
  2. Primo farmaco nato da uno screening sistematico: il numero “606” indica letteralmente il 606° composto della serie sintetizzata da Paul Ehrlich e Sahachiro Hata a partire dall’Atoxyl, con l’obiettivo dichiarato di conservare l’attività antimicrobica eliminando la neurotossicità oculare del capostipite. È la nascita del ragionamento struttura-attività.
  3. Realizzazione del “proiettile magico” (Zauberkugel) di Ehrlich — l’idea che una molecola possa colpire il parassita risparmiando l’ospite. Da qui il termine chemioterapia, che in origine indicava i farmaci di sintesi contro le infezioni, e solo più tardi è passato a significare i farmaci antitumorali.

Struttura

Struttura dell’arsfenamina secondo la formula storica dimerica As=As (PubChem CID 8774, formula C₁₂H₁₄As₂Cl₂N₂O₂, PM 439,0 g/mol). ⚠️ La spettrometria di massa moderna ha dimostrato che il Salvarsan non contiene affatto il doppio legame As=As: è una miscela di un trimero e di un pentamero ciclici di unità RAs (Nicholson et al., Angew. Chem. Int. Ed. 2005).

Farmacodinamica

Il meccanismo non fu mai chiarito da Ehrlich e resta in parte ipotetico. L’arsfenamina è un profarmaco: in vivo si ossida e libera specie arsenicali trivalenti (As-III) che si legano avidamente ai gruppi tiolici (–SH) delle proteine del treponema, inattivandone gli enzimi. La selettività — parziale — nasce dalla maggiore avidità del parassita per il composto rispetto alle cellule dell’ospite: è selettività quantitativa, non per bersaglio, l’opposto della selettività dei β-lattamici moderni.

flowchart TD
  A["arsfenamina (As-III, profarmaco)"] --> B["ossidazione in vivo"]
  B --> C["specie arsenicali reattive"]
  C --> D["legame ai gruppi -SH delle proteine treponemiche"]
  D --> E["inattivazione enzimatica → morte del parassita"]
  C -.->|stesso legame nelle cellule dell'ospite| F["tossicità: fegato, nervo ottico, cute"]

Farmacocinetica e somministrazione

Polvere gialla instabile all’aria: si ossidava rapidamente in prodotti molto più tossici, per cui le fiale andavano aperte e sciolte al momento in soluzione da infondere per via endovenosa lenta. La somministrazione era complessa e dolorosa, e i cicli duravano mesi. Il Neosalvarsan (1912), derivato sulfossilato idrosolubile, fu introdotto proprio per semplificare la preparazione, al prezzo di una minore potenza.

Tossicità

Elevata e intrinseca all’arsenico: rash ed esfoliazione cutanea, epatotossicità con ittero, neurite ottica, disturbi gastrointestinali, rare encefalopatie emorragiche. Molti eventi avversi, all’epoca, derivavano da errori di preparazione (soluzioni ossidate o mal tamponate). È il primo farmaco su cui si sia acceso un dibattito pubblico sul rapporto rischio/beneficio — la sifilide terziaria, però, era una condanna a morte.

Posto in terapia

Nessuno oggi. Sostituito dal Neosalvarsan negli anni ‘20 e definitivamente dalla Penicillina G dal 1943, che è tuttora il trattamento di elezione della sifilide: più efficace, molto meno tossica e in dose unica intramuscolare nelle forme precoci. Il suo lascito è concettuale — l’idea di bersaglio selettivo e il principio ehrlichiano «frapper fort, frapper vite», che sopravvive nella regola del dosaggio pieno (Mutant Selection Window e Dosaggio Corretto degli Antibiotici).

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 8774 (formula storica, PM); Nicholson, Lloyd et al., Angewandte Chemie Int. Ed. 2005;44:941-4 per la reale composizione trimero/pentamero; documentazione del Premio Nobel per la Medicina 1908 (Ehrlich) e NCBI Bookshelf per il contesto storico e la tossicità. Consultate il 2026-08-14.