Sintomi della Schizofrenia
I sintomi si distinguono in 3 raggruppamenti. La terminologia “positivo/negativo” non indica un giudizio, ma quanto il soggetto è protagonista della sintomatologia.
Sintomi positivi
Sintomi in cui il soggetto è protagonista; corrispondono a ciò che inizialmente veniva definito psicosi. Una manifestazione psicotica comprende:
- Allucinazioni: percezione alterata della realtà, visive o uditive (il soggetto sente voci che gli dicono di fare qualcosa).
- Deliri: convincimenti che stia succedendo qualcosa che in realtà non c’è; accompagnano le allucinazioni.
- Disturbi del pensiero: convinzione di vivere in un complotto o di essere stato mandato sulla terra per una “missione”.
Possono sfociare nell’attacco psicotico.
Sintomi negativi
Sintomi in cui il soggetto si rinchiude in sé stesso, come se negasse la propria esistenza (in parte simili a quelli della depressione maggiore):
- Apatia
- Isolamento sociale
- Perdita di motivazione
- Riduzione dell’autostima
Disturbi cognitivi
Il soggetto presenta deficit cognitivi:
- Deficit di apprendimento
- Deficit di memoria
- Deficit di attenzione
- Deficit di concentrazione
Sono presenti in diversi disturbi psichiatrici e sono quelli su cui i farmaci attuali danno la risposta minore: difficili da risolvere, vengono definiti sintomi residui.
Temporalità
- I sintomi positivi si presentano soprattutto all’esordio (episodici, con esordio/peggioramento associato a rischio per sé e per gli altri, spesso richiedono ospedalizzazione temporanea) e poi tendono a stabilizzarsi/ridursi, senza però sparire.
- I sintomi negativi e i deficit cognitivi tendono a restare più stabili nel tempo e contribuiscono in modo significativo alla compromissione funzionale.
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Esistono soggetti che, sin dall’esordio e per tutta la vita, soffrono prevalentemente di sintomi positivi oppure (soprattutto) negativi.
Valenza storico-farmacologica
Cent’anni fa era facile riconoscere i sintomi positivi (“dava di matto” → la schizofrenia era considerata “pazzia”) molto più dei negativi, che passavano inosservati. Il primo obiettivo farmacologico non era quindi curare i sintomi negativi, ma controllare una situazione di potenziale pericolo per il soggetto e la comunità: i primi trattamenti erano di controllo (contenzione fisica, terapia elettroconvulsiva, ablazioni in luoghi dedicati), e i primi farmaci venivano definiti “camicie di forza chimiche” perché sedavano il paziente. Solo dopo, riconosciuta l’importanza dei sintomi negativi, si è cercato di sviluppare farmaci efficaci su entrambe le sintomatologie.
🔗 Collegamenti
- Schizofrenia (Caratteristiche Generali) — 📋 patologia di cui sono i sintomi
- Criteri Diagnostici della Schizofrenia (DSM-5) — 🔗 entrano nei criteri diagnostici
- Farmaci Antipsicotici (Antagonisti D2) — 💊 efficaci sui positivi, peggiorano i negativi
- Vie Dopaminergiche — 🔗 positivi ↔ via mesolimbica, negativi ↔ via mesocorticale