Somatropina (GH Ricombinante)
Scheda-farmaco — l'ormone della crescita ricombinante che la nota madre porta come primo
esempio di proteina ricombinante e di problema di emivita. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-14.
Classe: proteina ricombinante — ormone somatotropo umano (hGH) · ATC: H01AC01 · Nomi commerciali: Genotropin, Norditropin, Omnitrope, Humatrope e altri
Perché questa molecola
Il corso la cita due volte, per due ragioni diverse, e insieme fanno la storia dei biologici.
- È il farmaco per cui la tecnologia ricombinante è stata una necessità, non un’ottimizzazione. Prima del 1985 il GH si estraeva dalle ipofisi di cadavere: quantità ridicole (servivano decine di ipofisi per un anno di terapia di un bambino) e, soprattutto, un disastro sanitario — lotti contaminati da prioni hanno trasmesso la malattia di Creutzfeldt-Jakob a centinaia di bambini in tutto il mondo. La sospensione dei prodotti estrattivi e l’arrivo del GH ricombinante sono avvenuti nello stesso anno. È il caso che spiega meglio di ogni altro perché “prodotto da organismi viventi” sia una questione di sicurezza e non di eleganza.
- È l’esempio dell’emivita troppo corta. Due-tre ore, e una molecola piccola che il glomerulo filtra: da qui l’iniezione quotidiana per anni in un bambino, e da qui tutte le strategie di allungamento dell’emivita che la nota madre descrive — inclusa quella, citata a lezione, di attaccargli una lunga catena di amminoacidi idrofilici che lo mascheri alla filtrazione.
Struttura
Ormone della crescita umano legato al dominio extracellulare del suo recettore — PDB 3HHR, “Human growth hormone and extracellular domain of its receptor: crystal structure of the complex”. La struttura mostra il punto centrale della sua farmacodinamica: una sola molecola di ormone lega due molecole di recettore, con due superfici di contatto distinte. È la dimerizzazione a innescare il segnale — ed è il motivo per cui a dosi molto alte l’ormone può paradossalmente autoinibirsi, saturando i recettori uno per uno.
Catena polipeptidica singola di 191 amminoacidi, ~22 kDa, con due ponti disolfuro; sequenza identica all’ormone umano (UniProt P01241). Si produce in E. coli o in cellule di mammifero — non essendo glicosilata, il batterio basta.
Farmacodinamica
Catena d’azione: somatropina → dimerizza il recettore del GH → attiva JAK2 e la via STAT5 → nel fegato induce la sintesi di IGF-1 → l’IGF-1 media gli effetti sulla crescita, agendo sui condrociti della cartilagine di accrescimento e sull’anabolismo proteico. In parallelo l’ormone ha effetti diretti, non mediati dall’IGF-1, che sono metabolici: lipolisi, ritenzione di sodio e acqua, e antagonismo dell’insulina.
flowchart TD A["SOMATROPINA (hGH 191 aa)"] --> B["dimerizzazione del recettore del GH"] B --> C["JAK2 → STAT5"] C --> D["FEGATO: sintesi di IGF-1"] D --> E["condrociti della cartilagine di accrescimento<br/>→ CRESCITA LINEARE"] D --> F["anabolismo proteico · ↑ massa magra"] C --> G["effetti DIRETTI, non mediati da IGF-1"] G --> H["lipolisi · ↓ massa grassa"] G --> I["ritenzione di sodio e acqua"] G --> J["⚠️ antagonismo dell'insulina → iperglicemia"] I --> K["⚠️ edemi · artralgie · tunnel carpale"] E --> L["⚠️ epifisiolisi · scoliosi progressiva"] M["cartilagini di accrescimento SALDATE"] -.->|nessun effetto sulla statura| E
Il monitoraggio si fa sull’IGF-1, non sul GH: l’ormone ha una secrezione pulsatile e un’emivita di ore, quindi un dosaggio isolato non dice nulla; l’IGF-1 è stabile e integra l’esposizione.
Farmacocinetica
- Sottocutanea, quotidiana, alla sera — l’orario non è arbitrario: riproduce il picco fisiologico notturno legato al sonno profondo.
- Emivita ~2-3 ore dopo somministrazione sottocutanea (più breve ancora per via endovenosa): molecola piccola, filtrata dal glomerulo e degradata anche nel fegato.
- Sono oggi disponibili analoghi settimanali che applicano esattamente le strategie della nota madre: somapacitan (legante l’albumina), lonapegsomatropina (profarmaco PEGilato a rilascio) e somatrogon (fuso a code peptidiche idrofile della gonadotropina corionica).
Posologia e monitoraggio
- Dose in mg/kg/die o mg/m²/die, molto diversa fra le indicazioni: più bassa nel deficit dell’adulto, più alta nella sindrome di Turner e nel bambino nato piccolo per l’età gestazionale.
- Nell’adulto si parte da dosi minime e si titola in base a IGF-1 ed effetti collaterali, non al peso — l’edema e l’artralgia sono dose-dipendenti e compaiono presto.
- Monitoraggio: IGF-1 (da mantenere entro il range per età, non sopra), velocità di crescita e statura, glicemia ed emoglobina glicata, funzione tiroidea (il GH smaschera un ipotiroidismo latente), fondo oculare se sintomi, controllo di scoliosi e dell’anca.
- La terapia per la statura si interrompe alla saldatura delle cartilagini di accrescimento; il deficit dell’adulto è invece una terapia sostitutiva a lungo termine.
Tossicità
- Ritenzione idrosalina — edemi periferici, artralgie e mialgie, sindrome del tunnel carpale: gli effetti più comuni nell’adulto, dose-dipendenti e reversibili riducendo la dose.
- ⚠️ Iperglicemia e insulino-resistenza, fino allo smascheramento di un diabete tipo 2.
- ⚠️ Ipertensione endocranica benigna — cefalea, papilledema, disturbi visivi: richiede fondo oculare e sospensione.
- ⚠️ Epifisiolisi della testa del femore nel bambino (zoppia o dolore all’anca o al ginocchio vanno indagati subito) e progressione della scoliosi durante la fase di crescita rapida.
- Ipotiroidismo centrale smascherato; reazioni nel sito d’iniezione e lipoatrofia se non si ruotano le sedi; formazione di anticorpi anti-GH, di rado clinicamente rilevante.
⚠️ Attenzione
- Controindicazioni: neoplasia attiva (il GH e l’IGF-1 sono fattori di crescita), retinopatia diabetica proliferante o preproliferante, epifisi già saldate quando l’obiettivo è la statura, malattia critica acuta — in terapia intensiva dopo chirurgia maggiore, trauma o insufficienza respiratoria acuta il GH ha aumentato la mortalità, ed è una delle controindicazioni più caratteristiche della classe.
- Gruppi speciali: in gravidanza va sospeso; nei pazienti oncologici guariti la ripresa richiede documentata assenza di malattia; nella sindrome di Prader-Willi con obesità grave o apnee notturne severe sono descritti decessi improvvisi — necessarie valutazione respiratoria e sorveglianza.
- Interazioni rilevanti: aumenta il fabbisogno di insulina e di antidiabetici orali; accelera la conversione del cortisone in cortisolo (attenzione nei pazienti in terapia sostitutiva glucocorticoidea, che possono necessitare un aggiustamento); i glucocorticoidi ad alte dosi antagonizzano l’effetto sulla crescita.
- Antidoto: nessuno; la sospensione basta, data l’emivita di poche ore.
- Doping: sostanza proibita dalla WADA; l’uso improprio per la massa muscolare è una delle ragioni per cui il farmaco è sottoposto a controllo di prescrizione.
Posto in terapia
Deficit di GH del bambino e dell’adulto; sindrome di Turner; sindrome di Prader-Willi; bambini nati piccoli per l’età gestazionale senza recupero staturale; insufficienza renale cronica in età pediatrica; deficit del gene SHOX. Sul versante opposto, la stessa via è bersaglio del pegvisomant, un GH mutato e PEGilato che fa da antagonista recettoriale nell’acromegalia: compare, come Somavert, nella tabella dei prodotti PEGilati riportata in Allungamento dell’Emivita delle Proteine Ricombinanti.
🔗 Compare in
- Proteine Ricombinanti — primo esempio storico di terapia di rimpiazzo ricombinante.
- Allungamento dell’Emivita delle Proteine Ricombinanti — il caso del GH mascherato con code idrofile.
- Evoluzione e Nomenclatura degli Anticorpi Monoclonali — l’ormone dosato in laboratorio grazie agli anticorpi monoclonali murini.
Fonti: PDB 3HHR (complesso hGH-recettore, stechiometria 1:2); UniProt P01241 (sequenza di 191 aa); EMA SmPC Genotropin/Norditropin e DailyMed SPL (posologia per indicazione, somministrazione serale, monitoraggio IGF-1 e glicemia, controindicazione in malattia critica acuta e neoplasia attiva, avvertenze su epifisiolisi, scoliosi, ipertensione endocranica e Prader-Willi); documentazione FDA/NIH sulla sospensione del GH ipofisario estrattivo nel 1985 per Creutzfeldt-Jakob iatrogeno; sbobina 20 per il ruolo storico e il problema dell’emivita. Consultate il 2026-08-14.