Sostanze d’Abuso (Definizione e Classificazione)

Le sostanze d’abuso sono sostanze assunte non a scopo terapeutico ma per la loro capacità di alterare lo stato emozionale, inducendo inizialmente una sensazione di piacere. Hanno meccanismi d’azione diversi tra loro ma agiscono tutte a livello del SNC, e vengono consumate per scelta propria e non in seguito a prescrizione. Molte di esse sono in realtà farmaci, semplicemente non usati a scopo medico. L’abuso (uso non medico) va distinto dal cattivo uso di un farmaco impiegato a scopo terapeutico.

Non esiste ancora una vera farmacologia delle sostanze d’abuso: non si dispone di farmaci che curino il fenomeno della dipendenza.

Il primo dato importante è che tutte queste sostanze sono diverse tra loro, per:

  • Origine: naturale (isolata dal mondo vegetale o animale) oppure di sintesi (prodotta in laboratorio).
  • Struttura chimica: a strutture diverse corrispondono effetti farmacologici diversi.
  • Effetti causati: alcune sono stimolanti del SNC, altre calmanti.

Criteri di classificazione

  • Criteri giuridici: distinguono sostanze legali e non legali. È una classificazione normata ma priva di rilievo farmacologico: la legalità dipende dal paese (es. l’alcol etilico è illegale in molti paesi mediorientali, legale in Occidente).
  • Criteri di pericolosità: la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti è oggetto di dibattito sociale e politico, ma farmacologicamente non ha senso: entrambe hanno effetti rilevanti, e alcune droghe considerate leggere possono essere più nocive di alcune considerate pesanti.

  • Criteri di preparazione: sostanze di origine naturale (studiate dalla farmacognosia, il ramo della farmacologia delle sostanze naturali) oppure di origine sintetica.
  • Criteri farmacologici: dividono le sostanze in base alla struttura chimica e soprattutto al substrato su cui agiscono.

Classi farmacologiche

Questa nota fa da hub verso le schede delle singole sostanze: ogni molecola cliccabile ha una scheda con struttura, farmacocinetica, tossicità e antidoto.

Lo studio di oppioidi e cannabinoidi ha avuto il valore aggiunto di far scoprire l’esistenza di un sistema endogeno degli oppioidi e di un sistema endogeno dei cannabinoidi (vedi Sistema Cannabinoide Endogeno e Cannabinoidi nel Dolore).

Tre avvertenze che le schede rendono evidenti

  • Potenza e pericolosità non coincidono: l’LSD è attivo a decine di microgrammi e non ha una dose letale documentata; l’etanolo serve a grammi e la sua astinenza può uccidere.
  • Abuso, tossicità e dipendenza sono tre cose distinte: l’LSD non viene autosomministrato dagli animali e non dà dipendenza; l’MDMA dà una neurotossicità strutturale con potenziale di dipendenza modesto; la nicotina dà la dipendenza più tenace di tutte con i danni d’organo più modesti (quelli del fumo vengono dalla combustione).
  • Spesso decide la cinetica, non la molecola: l’eroina è un profarmaco della morfina e la sua additività dipende dalla velocità con cui raggiunge il cervello; il metilfenidato e la cocaina bloccano lo stesso trasportatore con esiti opposti.

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