Terapie Rigenerative Emergenti

Frontiere della Medicina Rigenerativa basate su Cellule Staminali e iPSC, in vari stadi di sviluppo clinico.

Rigenerazione cardiaca

  • Patch cardiaci per sostituire la zona infartuata, da staminali pluripotenti clonali o indotte (già in sperimentazione).
  • Cuori per trapianto: un cuore cadaverico viene decellularizzato e ripopolato con i diversi tipi cellulari (miocardiche, dei vasi, di conduzione) per ricostruire un organo trapiantabile, sopperendo alla scarsità di donatori.

Diabete di tipo I

Malattia autoimmune con distruzione delle isole pancreatiche (perdita di tessuto). Si sviluppano sistemi per produrre isole pancreatiche da staminali, con studi clinici in corso; diversi pazienti già trattati. Problemi:

  • Le cellule, pur differenziate, derivano da pluripotenti e possono potenzialmente dare tumori (va verificato che non accada).
  • Essendo malattia autoimmune, occorre evitare che il sistema immunitario attacchi le isole trapiantate: si tenta di costruire isole protette con i meccanismi usati dai tumori (es. PD-L1) per sfuggire ai linfociti T.

Parkinson

Patologia ideale per questi studi (manca un tipo cellulare definito: i neuroni dopaminergici della sostanza nera). Studi recentissimi di fase 1 con iPSC (neuroni dopaminergici indotti o embrionali) hanno dimostrato sicurezza, persistenza delle cellule (la dopamina continua a essere emessa, visibile alla scintigrafia), assenza di alterazioni neurologiche importanti e di masse tumorali.

Spinal cord injury

Perdita di tessuto a livello midollare. Sviluppo meno avanzato rispetto al Parkinson; alcune terapie hanno mostrato un lieve recupero. Esistono linee guida specifiche per i trial.

Cautela regolatoria

La promessa di curare malattie senza cura viene talvolta usata come pretesto per proporre terapie inefficaci. Le terapie devono essere approvate, monitorate e registrate dalle agenzie (FDA, EMA). Le terapie non approvate per la sperimentazione clinica vanno sconsigliate: la mancata approvazione indica che l’ente regolatorio non le ha ritenute competitive rispetto alle terapie esistenti.

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