Tolterodina

Scheda-farmaco — singola molecola della classe

Antagonisti dei Recettori Muscarinici (Antimuscarinici). Il meccanismo di classe sta nella nota madre: qui trovi ciò che distingue questa molecola. Dati da fonti autorevoli, aggiornati al 2026-08-12.

Classe: antagonista muscarinico competitivo non selettivo per sottotipo, ma con selettività funzionale per la vescica rispetto alle ghiandole salivari · ATC: G04BD07 · Nomi commerciali (IT): Detrusitol · PubChem CID 443879

Perché questa molecola

È il farmaco che ha reso praticabile il trattamento della vescica iperattiva. Il problema della classe non è l’efficacia — bloccare gli M3 del detrusore funziona — ma la tollerabilità: gli stessi recettori stanno nelle ghiandole salivari, e la secchezza delle fauci fa abbandonare la terapia. La tolterodina ha una selettività d’organo funzionale per la vescica: in vivo agisce a dosi che deprimono il detrusore prima delle salivari, pur non distinguendo i sottotipi recettoriali in vitro. Il meccanismo di questa preferenza — come nota anche la sbobina — non è del tutto chiarito; si ritiene contribuiscano la distribuzione tissutale e il comportamento del metabolita attivo. È il classico caso in cui la selettività clinica non coincide con la selettività recettoriale.

Struttura

Struttura 2D di tolterodine (PubChem CID 443879). Formula C₂₂H₃₁NO, PM 325,5 g/mol.

A differenza dell’Atropina e degli antimuscarinici inalatori, è un’amina terziaria e non un ammonio quaternario: assorbita per via orale, ma capace di attraversare — sia pure in misura limitata — la barriera ematoencefalica, il che spiega i possibili effetti centrali.

Farmacodinamica

Catena d’azione: tolterodina → blocco dei recettori M2/M3 sul detrusore → mancata attivazione della fosfolipasi C → ↓ Ca²⁺ → rilasciamento del detrusore in fase di riempimento → ↑ capacità vescicale → ↓ numero di minzioni e urgenza

flowchart TD
  TOL[Tolterodina] --> M3[Blocco M3 sul detrusore]
  TOL --> M2[Blocco M2 detrusoriale]
  M3 --> PLC[Fosfolipasi C non attivata]
  PLC --> CA[↓ Ca²⁺ intracellulare]
  CA --> REL[Rilasciamento del detrusore<br/>in fase di riempimento]
  REL --> CAP[↑ capacità vescicale]
  CAP --> SINT[↓ frequenza minzionale<br/>↓ urgenza e incontinenza]
  TOL -.->|affinità funzionale minore| SAL[Ghiandole salivari]
  SAL --> XER[Xerostomia: presente<br/>ma meno che con ossibutinina]

Farmacocinetica

  • Biodisponibilità: orale, con notevole primo passaggio; il cibo la aumenta ma non richiede aggiustamenti.
  • Metabolita attivo: il 5-idrossimetil-tolterodina (5-HMT), formato dal CYP2D6, è attivo quanto il farmaco padre e contribuisce in modo determinante all’effetto.
  • ⚠️ Doppia via metabolica dipendente dal genotipo: nei metabolizzatori estesi prevale il CYP2D6 (via del 5-HMT); nei poor metabolizer del CYP2D6 la molecola è dealchilata dal CYP3A4 e le concentrazioni del farmaco padre salgono molto — con maggiore rischio di effetti avversi e di prolungamento del QT.
  • Emivita: ~2–3 ore (fino a ~10 h nei poor metabolizer); esiste una formulazione a rilascio prolungato per la monosomministrazione giornaliera.
  • Eliminazione: renale e fecale come metaboliti.

Posologia e monitoraggio

Via orale, 2 volte al giorno (rilascio immediato) o 1 volta al giorno (rilascio prolungato). Dose dimezzata nell’insufficienza epatica o renale grave e in caso di co-somministrazione con inibitori potenti del CYP3A4. L’effetto va rivalutato dopo alcune settimane con un diario minzionale; prima di iniziare va escluso un residuo post-minzionale significativo.

Tossicità

Sono gli effetti antimuscarinici sistemici, il rovescio esatto del meccanismo:

  • Secchezza delle fauci — il più frequente, ma significativamente minore rispetto all’ossibutinina: è il delta che ha imposto la molecola.
  • Stipsi, dispepsia, dolore addominale.
  • Visione offuscata, secchezza oculare.
  • Ritenzione urinaria e aumento del residuo post-minzionale — soprattutto nel maschio con ostruzione prostatica.
  • Effetti centrali: confusione, sonnolenza, deficit cognitivo, specie nell’anziano.
  • Prolungamento del QT alle esposizioni elevate.

⚠️ Attenzione

  • ⚠️ Controindicazioni: ritenzione urinaria, glaucoma ad angolo chiuso non controllato, miastenia grave, colite ulcerosa grave e megacolon tossico, ostruzione gastrointestinale.
  • ⚠️ Gruppi speciali — l’anziano: gli antimuscarinici hanno carico anticolinergico cumulativo, associato a confusione, cadute e declino cognitivo; nel grande anziano vanno usati con estrema cautela e sommati agli altri farmaci anticolinergici in terapia (antistaminici, antidepressivi triciclici, antipsicotici).
  • Interazioni rilevanti: inibitori potenti del CYP3A4 (ketoconazolo, claritromicina, ritonavir) → dose da dimezzare; inibitori del CYP2D6 (fluoxetina, paroxetina); altri farmaci anticolinergici (sommazione); farmaci che allungano il QT; i procinetici colinergici ne annullano l’effetto.

Posto in terapia

Vescica iperattiva con urgenza, frequenza e incontinenza da urgenza — dopo il fallimento delle misure comportamentali e della riabilitazione del pavimento pelvico. Alternative moderne: altri antimuscarinici uroselettivi (solifenacina, darifenacina) e il mirabegron, β3-agonista che rilassa il detrusore per una via completamente diversa ed è privo di effetti anticolinergici — opzione preferita nell’anziano.

🔗 Compare in

Fonti: PubChem CID 443879 (struttura, formula, ATC G04BD07); EMA SmPC Detrusitol e DailyMed SPL Detrol per farmacocinetica, CYP2D6/CYP3A4, posologia, controindicazioni e interazioni; EAU Guidelines on Non-neurogenic Female LUTS per il posto in terapia; sbobina 14 per il taglio didattico. Consultate il 2026-08-12.