Trattamento Farmacologico dell’Alzheimer

Non esistono farmaci che guariscono l’Alzheimer: quelli disponibili sono sintomatici, rallentano la progressione e migliorano alcuni aspetti della sintomatologia, consentendo maggiore autonomia, ma non cambiano il decorso. L’obiettivo principale è aumentare i livelli di acetilcolina, ridotti per la morte dei neuroni colinergici (vedi Fisiopatologia del Danno Neuronale nell’Alzheimer).

In Italia, Europa e Giappone si seguono due strategie.

1. Inibitori delle colinesterasi

Aumentano l’acetilcolina inibendo gli enzimi che la degradano (acetilcolinesterasi e butirrilcolinesterasi). In una sinapsi colinergica l’Ach rilasciata interagisce con i suoi recettori (nicotinico = recettore-canale per il sodio; muscarinico = accoppiato a proteina G) e viene poi degradata da questi enzimi, bersaglio dei farmaci.

  • Farmaci: donepezil, rivastigmina, galantamina.
  • Usati soprattutto per le forme da lievi a moderate.

2. Antagonista non competitivo del recettore NMDA

Strategia di neuroprotezione che mira a evitare l’Eccitotossicità.

  • Farmaco: memantina, utile per le forme lievi-moderate (e più severe). Agisce sul recettore NMDA perché è quello che contribuisce maggiormente all’eccitotossicità (più di AMPA e kainato): è attraverso l’NMDA che entra lo ione calcio.
  • Effetti collaterali un po’ inferiori a quelli degli inibitori delle colinesterasi.

Schema d’uso e associazione

Come nel Parkinson, si procede per gradi: nelle forme da lievi a moderate si usano soprattutto gli inibitori delle colinesterasi; poi si interviene con la memantina; se questa non basta, si usano entrambi. Esiste da circa dieci anni il Namzaric, preparato che combina memantina e inibitore delle colinesterasi per un’aggressione più completa della patologia.

Uperzina A: inibitore delle colinesterasi approvato solo in Cina.

⚠️ Indicazioni del docente

I nomi donepezil, rivastigmina e galantamina non vanno saputi a memoria, ma “solitamente gli studenti questi li ricordano”.

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