Cromosoma Marcatore

I cromosomi marcatori sovrannumerari (supernumerary marker chromosomes) sono piccoli cromosomi aggiuntivi rispetto al corredo normale, di morfologia spesso tale da rendere difficile l’identificazione dell’origine cromosomica. Sono frequentemente presenti a mosaico poiché la loro instabilità durante la divisione cellulare fa sì che solo una parte delle cellule li possieda.

Stabilità del Marcatore

Per essere stabili durante le divisioni cellulari, i marcatori devono possedere un centromero funzionante:

  • La maggior parte dei marcatori contiene il centromero del cromosoma di origine.
  • Alcuni marcatori privi di centromero sono stati resi stabili dalla formazione di un neo-centromero: una regione del genoma che in altre specie fungeva da centromero e che nell’uomo, pur non essendo normalmente funzionante, può riattivarsi all’occorrenza, garantendo la segregazione del marcatore.

Importanza Diagnostica

Stabilire l’origine cromosomica del marcatore è fondamentale sia in ambito prenatale sia post-natale:

  • Diagnosi prenatale: Per stabilire il rischio di patogenicità e fornire un’adeguata consulenza genetica.
  • Diagnosi post-natale: Per identificare la causa genetica del fenotipo clinico del paziente.

Una volta identificata l’origine, si indaga la presenza di sequenze geniche che in duplice copia (o in copia aggiuntiva) possano essere associate a un fenotipo patologico.

Difficoltà Diagnostiche

  • Le dimensioni molto piccole e la morfologia atipica dei marcatori rendono difficile risalire all’origine cromosomica con le tecniche standard di bandeggio.
  • L’instabilità del marcatore limita la percentuale di cellule che lo contengono: se questa percentuale è molto bassa, le tecniche molecolari potrebbero non rilevarlo.

Esempio Clinico: Marcatore del Cromosoma 15 e Autismo

La regione del cromosoma 15 associata alle sindromi di Prader-Willi e Angelman (PWS/AS), se presente in un marcatore sovrannumerario, causa una condizione sindromica dello spettro autistico relativamente frequente: circa l’1% dei pazienti con autismo presenta questo marcatore.

L’identificazione del contenuto genico del marcatore avviene mediante sonde di ibridazione in situ (FISH):

  • Con due sonde specifiche è possibile verificare se il marcatore contiene solo il centromero oppure anche la regione critica associata alla patologia.

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