Terapie dell’Immunosenescenza
L’immunosenescenza non è una patologia, ma un fenomeno alla base di alcune patologie. Poiché la sua soppressione farmacologica completa può essere dannosa, l’obiettivo non è bloccarla del tutto ma ripristinare l’equilibrio omeostatico: le cellule senescenti non sono negative di per sé, ma non devono essere presenti in eccesso.
Approccio comportamentale
È il primo approccio consigliato: dieta e attività fisica.
Farmaci sulle cellule senescenti
Per ripristinare l’equilibrio si possono usare farmaci già impiegati per altre patologie, spesso chemioterapici o flavonoidi (farmaci di origine naturale come Dasatinib e Quercetin), che attivano la rimozione delle cellule senescenti in due modi:
- Senolitici — blocco delle vie antiapoptotiche: inducono la lisi delle cellule senescenti (eliminano il 10-20% delle cellule).
- Senomorfici — blocco delle citochine: modificano alcune vie in modo da bloccare la produzione delle citochine associate alla senescenza, come IL-6.
Inibizione di pathway specifici
- mTOR: l’Everolimus, analogo della rapamicina, inibisce mTOR controbilanciando i processi di immunosenescenza; si è rivelato utile per aumentare la risposta anticorpale alla vaccinazione nei pazienti geriatrici.
- p38: può essere bloccata con inibitori come la spermidina.
Interventi sul microbiota
Si possono usare prebiotici, probiotici e postbiotici per intervenire direttamente sul microbiota. Gli studi più recenti si basano sulla somministrazione di elementi di derivazione naturale (nutraceutica) come carotenoidi, polifenoli e acidi grassi polinsaturi, con effetto sinergico sul microbiota.
Materiali bioattivi
Studi recenti utilizzano metodi sintetici, come materiali bioattivi, allo scopo di aumentare il trofismo dei macrofagi alterati dall’immunosenescenza.
🔗 Collegamenti
- Immunosenescenza — 💊 trattamento di
- Inflammaging — ⬇️ bersaglio dei senomorfici (IL-6)
- Alterazioni Linfocitarie nell’Immunosenescenza — 🔗 inibizione di p38 e mTOR
- Probiotici e Prebiotici — 🔗 intervento sul microbiota