Trasmissione ed Epidemiologia dell’HIV

Vie di trasmissione

La trasmissione avviene per via sessuale o parenterale (trasfusioni di sangue infetto, condivisione di siringhe tra tossicodipendenti, trasmissione madre-feto). Le infezioni accidentali, come le punture con aghi contaminati, sono minime.

Non c’è trasmissione tramite saliva, liquor o morsi di insetti, perché la quantità di virus è troppo bassa. Ogni rapporto va considerato a rischio: avere rapporti con una persona equivale a esporsi a tutti i suoi partner sessuali precedenti.

Rischio per tipo di esposizione

  • Il rischio con un bacio è molto basso, ma esiste se vi è scambio di sangue per ferite del cavo orale (es. da piercing).
  • Il rischio più alto è il rapporto anale passivo non protetto, perché la mucosa del retto sanguina facilmente.
  • La trasfusione di sangue o il trapianto d’organo da paziente infetto hanno praticamente il 100% di probabilità di trasmissione.
  • La trasmissione da madre a bambino, in assenza di terapia, è del 30%.

Trasmissione materno-fetale

La trasmissione materno-fetale è praticamente scomparsa nei paesi occidentali. Può avvenire in tre fasi: pre-partum, peri-partum e durante l’allattamento.

Negli anni ‘90 si è scoperto che la somministrazione di alte dosi di antiretrovirali e il ricorso al parto cesareo prevengono la trasmissione da madre a feto.

Se la madre è infetta, il bambino risulta positivo alle IgG materne (che attraversano la placenta e scompaiono entro i sei mesi di età); se risulta positivo anche alle IgM, significa che è realmente infetto, perché le IgM non attraversano la placenta.

Se la madre allatta, dopo un anno la probabilità di infettare il figlio torna pari a quella di una gravidanza senza terapia. Nei paesi occidentali il problema si risolve evitando l’allattamento al seno.

Epidemiologia

  • Nel mondo ci sono circa 38 milioni di infetti, di cui 2 milioni bambini; solo 27 milioni hanno accesso alla terapia antiretrovirale.
  • Nel 2022 si sono registrati 1,7 milioni di nuovi casi.
  • In Italia, dopo i due anni di Covid, c’è stato un aumento dei nuovi casi (+32% rispetto al livello pre-Covid); l’incidenza più alta è tra i 25 e i 39 anni.
  • A livello europeo l’incidenza più alta è in Europa orientale (in Italia 3/100.000).
  • Il virus, una volta infettato, non dà segni di sé: nell’80% dei casi gli infetti non sapevano di esserlo nei mesi precedenti.

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