Meningioma

Definizione

Tumore extrassiale derivato dalle meningi. È fuori dal parenchima cerebrale e dal nevrasse.

Epidemiologia

  • Tipico della popolazione adulta/anziana: è strettamente legato all’invecchiamento.
  • Più frequente nel sesso femminile.

(vedi Epidemiologia dei Tumori Intracranici)

Quadro clinico

La storia clinica, quando la si ricostruisce, è molto lunga ed è caratterizzata da crisi o deficit. Senza RM o TC non si può fare altra diagnosi che quella di processo espansivo.

Diagnosi

La diagnosi radiologica è abbastanza semplice per i rapporti con la meninge: è chiaro che il tumore non è cresciuto dentro il parenchima, ma lo sta dislocando.

Classificazione

La classificazione dei meningiomi è per sede. Ci sono tumori “facili” da affrontare e altri, come quelli della base cranica, in cui per raggiungere la lesione bisogna “farsi strada” spostando il cervello (es. vicino al forame magno), con rischi legati a strutture nervose principali come il tronco e i nervi cranici.

Terapia

Sono tendenzialmente benigni, con bassa percentuale di recidiva: la chirurgia, se radicale, è curativa. Il limite della radicalità è la sede, cioè la presenza di strutture vascolari, nervose o parenchimali vicine.

Al microscopio operatorio si osserva l’isolamento progressivo del tumore, con il cervello che resta completamente indenne, a differenza di un tumore intrassiale che è dentro il cervello.

Esempio: meningioma tra lobo temporale e lobo frontale (pterio):

  • il tumore si infila, e si lascia una base d’impianto che può essere sede di ricrescita;
  • si può essere vicino alla valle silviana, sotto la quale decorre l’arteria cerebrale media: l’asportazione espone a danno vascolare e quindi a danno ischemico.

Forme atipiche e maligne

Pur essendo per lo più benigni, esiste una quota di meningiomi atipici o maligni. In questi casi le armi disponibili dopo la chirurgia sono pochissime e poco risolutive: avere un meningioma maligno non è molto diverso dall’avere un glioma maligno.

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