Neuroimaging Neonatale (Ecografia Transfontanellare e RM)
Ecografia cerebrale
È un’ottima metodica di imaging nel neonato proprio perché le fontanelle sono ancora aperte e offrono una finestra acustica. Permette di vedere la struttura dell’encefalo, il terzo ventricolo, i ventricoli laterali e, in basso, fino al quarto ventricolo. Una raccolta ematica si riconosce perché le sue pareti rimbalzano l’eco.
Ecografia cerebrale coronale (sinistra) e parasagittale (destra) di un pretermine (EG 27,9 settimane) eseguita a 31,1 settimane di età post-mestruale: ecogenicità normale della sostanza bianca periventricolare. Fonte: Leijser L.M. et al., Neuroradiology 2010 (PMC2852528, CC BY-NC).
Risonanza magnetica
Serve soprattutto quando l’ecografia non chiarisce la situazione. Nelle prime settimane di vita la mielinizzazione è ancora molto scarsa, e questo dà alle immagini un aspetto tipico.
La RM consente di individuare malformazioni, lesioni ischemiche, emorragie e altri danni perinatali, e di definire la gravità dell’encefalopatia ipossico-ischemica orientando prognosi e trattamento.
La spettroscopia RM aggiunge informazioni metaboliche: la presenza di lattato può essere un segno precoce di sofferenza cerebrale.
🔗 Collegamenti
- Encefalopatia Ipossico-Ischemica Neonatale — 🔬 principale indicazione
- Spettroscopia RM — 📋 informazione metabolica (lattato)
- Risonanza Magnetica - Principi e Sequenze (T1, T2, FLAIR) — 🔗 principi della metodica
- EEG e aEEG Neonatale — 🔗 indagine complementare
- Neuropatologia dell’Encefalopatia Ipossico-Ischemica — 🔬 substrato delle lesioni visibili