Risonanza Magnetica - Principi e Sequenze (T1, T2, FLAIR)
Principio fisico
La RM si basa sullo spin, un numero quantistico dei nuclei. Viviamo già immersi in un campo magnetico (quello terrestre, ~0,5 Gauss) e gli spin dei nostri nuclei sono orientati anche ora, come l’ago di una bussola verso nord; nella RM cambia la differenza di energia. Nel campo dello scanner i nuclei compiono un movimento di precessione: a 1,5 T la frequenza di risonanza dell’idrogeno è 63 MHz.
- Si invia una radiofrequenza a 63 MHz: i nuclei entrano in risonanza, assorbono energia e modificano l’allineamento col campo magnetico.
- Si spegne l’impulso: dall’energia restituita si costruiscono le immagini.
La risonanza magnetica era già usata dai chimici negli anni ‘50; l’imaging è diventato possibile quando si è riusciti a localizzare la provenienza del segnale.
Le immagini dipendono da due tempi di rilassamento: il T1 (rilassamento longitudinale) e il T2 (rilassamento spin-spin).
Il ruolo dell’acqua
La RM studia i nuclei di idrogeno (protoni), che nel corpo stanno soprattutto nell’acqua (2 idrogeni per molecola). Ciò che si vede è quindi molto legato alla presenza di acqua. Uno dei motivi della migliore accuratezza della RM è l’alta sensibilità all’accumulo di acqua: l’edema è presente in quasi tutte le patologie (traumi, tumori, infiammazioni) ed è ben visibile, iperintenso in T2 e FLAIR.
_091025_neuroradiologia/media/08neuro-t091025neuroradiologia-img2.png)
Le tre sequenze di base
Per studiare l’encefalo servono almeno 3 sequenze. L’accuratezza deriva dalla loro lettura congiunta: ognuna aggiunge qualcosa, e anche quando una sembra dire di più servono le altre. La semeiotica RM degli ultimi 40 anni si è costruita su di esse.
- T1: sostanza bianca bianca, sostanza grigia grigia, liquor scuro. Facile da leggere, ma meno sensibile: mostra “nero su bianco”, che risalta meno.
- T2: in sostanza l’opposto della T1; conta la concentrazione di acqua (più acqua → segnale più alto). Liquor bianco; sostanza grigia, con più acqua, più chiara; sostanza bianca scura perché ricca di mielina (grasso). Nel bambino è il contrario: la sostanza bianca non ancora mielinizzata è piena d’acqua e appare bianca. La T2 è importante perché il “bianco su nero” risalta molto di più.
- FLAIR: sequenza ibrida, sensibile all’accumulo d’acqua come la T2 ma con comportamento bimodale:
- acqua libera (es. liquor nei ventricoli) → nera;
- acqua interstiziale mescolata al parenchima (es. edema) → bianca.
Utilità della FLAIR
Una raccolta d’acqua nel parenchima appare bianca in FLAIR, mentre in T2 si confonde con il liquor adiacente. Esempio: il “cappuccio” iperintenso subependimale a livello del corno frontale è visibile in FLAIR ma non in T2. Allo stesso modo le placche demielinizzanti, quasi sempre periventricolari, in T2 possono essere confuse con il ventricolo, in FLAIR no → Sclerosi Multipla.
(Integrazione da: sbobina 09)
Tecniche aggiuntive
Le tre sequenze di base sono indispensabili perché ognuna aggiunge qualcosa alle altre (oggi anche in 3D). Altre tecniche di acquisizione forniscono informazioni ulteriori:
- Angio-RM
- RM dei Nervi Cranici
- RM in Diffusione (DWI e ADC)
- Effetti Paramagnetici e Accumulo di Ferro in RM
- Spettroscopia RM
- Perfusione RM
- RM Funzionale (BOLD)
🔗 Collegamenti
- Confronto TC vs RM — 🔄 confronto di metodiche
- Risoluzione dell’Immagine (Spaziale, di Contrasto, Temporale) — 🔗 la RM vince sul contrasto
- Sclerosi Multipla — 🔬 lesioni periventricolari in FLAIR
- Gliomi a Basso Grado (LGG) — 🔬 lesione visibile in FLAIR
- Angio-RM — 📋 tecnica aggiuntiva
- RM in Diffusione (DWI e ADC) — 🔄 confronto FLAIR vs diffusione
- Perfusione RM — 📋 tecnica aggiuntiva
- RM Funzionale (BOLD) — 📋 tecnica aggiuntiva
- Scala di Fazekas — 🔬 iperintensità della sostanza bianca