Effetti Paramagnetici e Accumulo di Ferro in RM
Principio
Durante l’esame il paziente è dentro un magnete e l’organismo contiene sostanze paramagnetiche, in primis il ferro. Esistono sequenze molto sensibili agli effetti paramagnetici del ferro, che condizionano le immagini in T2 con una caduta di segnale (una sorta di microartefatto): l’area appare più scura, ipointensa.
Il ferro nel cervello
- Si accumula in alcune zone, in particolare nei nuclei della base.
- L’accumulo è fisiologico e cresce con l’età: presente già nel giovane, molto maggiore a 78 anni.
- È presente anche in condizioni patologiche, come alcune malattie degenerative.
Quello che sembra un disturbo dell’immagine è quindi un’informazione utile: l’accumulo di ferro aiuta nella diagnosi di patologie degenerative come la Malattia di Parkinson, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e altre.
Lo stesso effetto paramagnetico, dovuto alla deossiemoglobina, è alla base della RM Funzionale (BOLD).
🔗 Collegamenti
- Risonanza Magnetica - Principi e Sequenze (T1, T2, FLAIR) — 📋 tecnica aggiuntiva di RM
- RM Funzionale (BOLD) — 🔗 stesso meccanismo (deossiemoglobina paramagnetica)
- Neuroimaging delle Malattie Neurodegenerative — 🔬 marcatore di malattia degenerativa
- Leucoaraiosi — 🔬 microbleeds nelle sequenze sensibili al ferro