Classificazione ICF

Evoluzione storica delle classificazioni

  1. 1893: si classificano le cause di malattia.
  2. 1946: ci si rende conto che il quadro è più complesso e si iniziano a classificare le malattie.
  3. Anni ‘80: si comincia a classificare la disabilità conseguente alla malattia, perché diventa un costo sociale.
  4. 2001: passo definitivo, nasce il modello ICF.

Schema del modello ICF adattato dalla International Classification of Functioning, Disability and Health dell’OMS (2001): condizione di salute, funzioni e strutture corporee, attività, partecipazione, fattori ambientali e personali. Fonte: Wikimedia Commons, Tayd, CC0.

Principio

L’ICF è un modello trasversale a tutte le specialità: non classifica la malattia ma la funzione umana, cioè la funzionalità residua. Si supera il concetto di handicap e si passa a quello di diversamente abili. La domanda diventa: come posso far fare al paziente quello che faceva prima utilizzando altre strategie?

Vale sia in ambito neurologico (es. esiti di ictus) sia in ambito ortopedico-traumatologico.

Cosa comporta l’ICF

  1. Rifiuto di una visione negativa della malattia e soprattutto della disabilità.
  2. Cancellazione del termine handicap.
  3. Rifiuto di creare una categoria sociale (dei disabili).

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