Medicina Fisica e Riabilitativa

Obiettivo

La riabilitazione ha lo scopo di consentire ai pazienti con patologie muscolo-scheletriche un recupero funzionale completo, o sufficiente al ritorno alla condizione di normalità precedente all’evento acuto che ha causato il danno. Il danno è inteso come limitazione delle normali attività quotidiane; l’evento può coincidere anche con una patologia degenerativa. In senso allargato, la medicina riabilitativa opera sulla persona in toto (vedi Modello Bio-Psico-Sociale) al fine di aumentarne le capacità di performance nelle attività della vita quotidiana.

Dopo un intervento invasivo, un infarto, una frattura o un ictus il paziente non torna alla condizione precedente senza un percorso riabilitativo di accompagnamento; anche con la riabilitazione il recupero completo non è garantito e dipende dall’evento.

La curva dell’autosufficienza nel corso della vita

Le prestazioni umane nel corso della vita si rappresentano con una curva: in ascissa l’avanzare dell’età, in ordinata gli aspetti funzionali, classificati come dipendenza, parziale dipendenza, autosufficienza e autosufficienza ottimale.

  • Alla nascita si è totalmente dipendenti dai genitori (un neonato sano lasciato solo muore). Con il tempo e un supporto adeguato la curva cresce fino all’autosufficienza dell’adulto (a 23 anni non si è ancora del tutto autosufficienti, ad esempio sul piano economico).
  • Un trauma o una malattia provoca un avvallamento temporaneo o una discesa permanente della curva. Il problema può insorgere a qualsiasi età; nell’adulto fa passare dall’autosufficienza ottimale a un quadro di disabilità, fino alla totale dipendenza.
  • L’intervento sanitario in acuto porta il paziente a uno step di stabilizzazione; tutta la successiva risalita verso l’autosufficienza è compito della riabilitazione.

Lo scopo della riabilitazione è prendere in carico il paziente stabilizzato e portarlo il più in alto possibile, il più vicino alla sua curva ottimale, cioè a quella precedente al trauma. L’intervento riabilitativo è a volte tempo-dipendente, qualità-dipendente e dipendente da fattori psicologici, a volte no.

(Sezione espansa con: sbobina 16)


(Integrazione da: sbobina 16)

Attività sanitarie di riabilitazione

Sono il complesso di interventi valutativi, diagnostici e terapeutici finalizzati a portare il soggetto disabile a muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare e comunicare efficacemente, ma soprattutto a farlo ritornare attivo nel proprio ambiente familiare, lavorativo, scolastico e sociale. Spesso questo è possibile solo se concorrono vari fattori (esempio: Riabilitazione dopo Frattura di Femore).

La riabilitazione medica è quindi un processo di soluzione di problemi e di educazione del paziente: oltre al recupero funzionale, richiede l’uso delle capacità funzionali residue (vedi Classificazione ICF) e la compensazione di quelle perdute. Il percorso si svolge in Team Riabilitativo con un protocollo individuale.


(Integrazione da: sbobina 17)

Obiettivi del trattamento riabilitativo

  • mobilità;
  • riduzione del dolore;
  • autosufficienza;
  • controllo sfinterico;
  • prevenzione delle complicanze;
  • ripresa della comunicazione;
  • recupero dell’attività relazionale e cognitiva;
  • reinserimento sociale e familiare;
  • educazione sanitaria.

Gli obiettivi si definiscono nel Progetto Riabilitativo Individuale e Programma Riabilitativo e si perseguono in regime di riabilitazione intensiva o estensiva.

Ambiti della fisiatria

La fisiatria è una specialità che ne contiene molte, perché il fisiatra collabora con:

  • pediatri: scoliosi, piedi piatti, poliomielite, tumori ossei;
  • oncologi: valutazione della fragilità muscolo-scheletrica a seguito di metastasi;
  • ortopedici e neurologi;
  • ematologi: pazienti emofilici che sviluppano sanguinamenti articolari spontanei;
  • neuropsichiatri;
  • cardiologi (riabilitazione cardiologica) e pneumologi (riabilitazione pneumologica);
  • trapiantati d’organo;
  • riabilitazione del pavimento pelvico.

È una specialità molto richiesta: i fisiatri vengono assunti già durante la specializzazione.

Una fisioterapista assiste due bambini colpiti da poliomielite che, tenendosi a un corrimano, esercitano gli arti inferiori (primi anni ‘50). Fonte: Wikimedia Commons, CDC/Charles Farmer, pubblico dominio.

I due pilastri

  • Terapia fisica: cura con mezzi fisici, come terza via terapeutica accanto a farmacologia e chirurgia (vedi Terapia Fisica). Da qui il nome della specialità.
  • Stimoli funzionali (medicina riabilitativa): il muscolo risponde al carico. Lasciato inattivo va incontro a ipotonotrofia, allenato diventa ipertrofico (vedi Ipotonotrofia Muscolare da Immobilizzazione).

Rieducazione per schemi motori

Terapia fisica e medicina riabilitativa sono integrate da un tipo di rieducazione basato su un principio: ogni distretto corporeo è governato dal cervello che, ricevendo informazioni sensitive dettagliate dalla periferia, attua schemi motori precisi e prefissati per svolgere un compito (es. alzarsi, camminare e usare la mano per toccare un oggetto).

Un paziente con disabilità (es. in sedia a rotelle) deve attuare schemi alternativi per raggiungere lo stesso fine, con passaggi intermedi complessi che richiedono forme di adattamento all’ambiente. Il fisiatra:

  • valuta gli adattamenti dello spazio e dell’ambiente in cui vive il soggetto;
  • fornisce al paziente gli strumenti per attuare quegli schemi motori: bastoni, deambulatori, protesi, sedia a rotelle.

Esempio — paziente amputato: dopo l’amputazione il fisiatra lavora per riportare il paziente a una condizione fisica il più vicina possibile a quella precedente, intervenendo su:

  • muscolatura globale dell’individuo;
  • moncone, in particolare le cuffie applicate al moncone;
  • scelta della protesi iniziale e definitiva, in base agli obiettivi fissati con il paziente (un ottantenne non userà la stessa protesi di uno sportivo).

Curare la causa, non il sintomo

Trattare solo il sintomo porta a recidiva dopo poco tempo: va identificata e trattata la causa di inizio della sintomatologia (es. Rigidità Capsulare della Spalla).

Esempio — dolore femoro-rotuleo con erosione della cartilagine: il riposo è fondamentale, ma bisogna chiedersi quale sia la causa. Possibili cause:

  1. Cedimento della volta plantare del piede, che provoca extrarotazione del ginocchio e della rotula.
  2. Retrazione degli ischiocrurali, con alterazione del Ritmo Lombopelvico.

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