Riabilitazione dopo Frattura di Femore

Il ritorno alle attività (camminare, vestirsi, tornare attivi nel proprio ambiente) spesso è possibile solo se concorrono vari fattori. La frattura di femore (Fratture del Femore Prossimale) è l’esempio tipico.

Fattori che condizionano il ritorno al cammino

  • Stato di coscienza: paziente vigile, orientato nel tempo e nello spazio e collaborante.
  • Motivazione.
  • Età.
  • Fitness.
  • Comorbidità.
  • Pressione arteriosa e volemia: se il paziente ha la pressione bassa si aspetta prima di metterlo in piedi.
  • Forza muscolare: si valuta nei distretti degli arti inferiori e superiori, e il controllo del tronco tramite il mantenimento della posizione seduta.
  • Dolore: va trattato il prima possibile.
  • Esami ematochimici — emoglobina: 7,5–8 g/dl è il livello soglia, perché sotto questo valore una persona anziana può slatentizzare un’aritmia.
  • Idratazione: per evitare l’ipovolemia (durante l’intervento chirurgico si perdono molti liquidi). Si valutano le mucose e le urine, ipercromiche nel paziente disidratato.

Se il paziente non viene verticalizzato in tempi rapidi si instaura la Sindrome da Allettamento.

Donna che si sostiene con un deambulatore. Fonte: Wikimedia Commons, rawpixel.com, CC0.

Definire l’outcome e il setting riabilitativo

Bisogna discriminare gli outcome che ci si pone:

  • Riabilitazione intensiva specialistica (si occupa prevalentemente di recupero funzionale post-trauma): paziente vigile, collaborante, in buono stato generale, svezzato dal catetere, con forza conservata agli arti superiori e all’arto controlaterale.
  • Lungodegenza riabilitativa (assistenza a carattere prevalentemente geriatrico con consulenza fisiatrica): paziente poco vigile, scarsamente collaborante, con catetere a permanenza, autonomia motoria scarsamente definibile e in parte decaduta.

Protocollo individuale

Non esiste “il” protocollo riabilitativo per la frattura di femore: significherebbe applicare lo stesso protocollo a tutte le persone, indipendentemente dal loro quadro globale. Si parla invece di protocollo individuale, costruito dal Team Riabilitativo.

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