Riabilitazione Intensiva ed Estensiva
Le attività riabilitative si dividono in due grandi aree.
Riabilitazione intensiva
È diretta al recupero di disabilità importanti e complesse che richiedono:
- la permanenza in un ambiente riabilitativo dedicato;
- l’interazione con altre discipline mediche specialistiche;
- soprattutto, un paziente in grado di recuperare molto in tempi sostanzialmente brevi.
È caratterizzata da almeno tre ore di riabilitazione al giorno, tutti i giorni: il paziente deve essere in grado di sostenerle in palestra. Per il ricovero servono quindi criteri di appropriatezza (vedi Scale di Valutazione Funzionale e i criteri in Riabilitazione dopo Frattura di Femore).
Esempio: paziente operato di Protesi d’Anca che prima non camminava: dopo l’intervento entra in riabilitazione e in 10–14 giorni al massimo passa dalle stampelle a salire in macchina e tornare a casa camminando. È un risultato elevato in pochissimo tempo, comunque legato alla severità del quadro.
Riabilitazione estensiva
Prevede un tempo molto più lungo oppure serve per il mantenimento.
Esempio: un paziente con ictus esegue inizialmente la riabilitazione intensiva e torna a casa; rivalutato a distanza di mesi, se non esegue un intervento di riabilitazione estensiva decade e va incontro a peggioramento.
🔗 Collegamenti
- Progetto Riabilitativo Individuale e Programma Riabilitativo — 📋 il setting è definito dal progetto
- Scale di Valutazione Funzionale — 🔬 criteri di ammissione
- Riabilitazione dopo Frattura di Femore — 🔄 intensiva specialistica vs lungodegenza riabilitativa
- Protesi d’Anca — 🔗 esempio tipico di riabilitazione intensiva
- Medicina Fisica e Riabilitativa — 📋 organizzazione dell’attività riabilitativa