Classificazione di Weber delle Pseudoartrosi
Criteri
Le pseudoartrosi si distinguono in:
- settiche e non settiche;
- vitali e non vitali.
Pseudoartrosi vitali
Ipertrofiche
L’osso vuole guarire ma non riesce perché non è immobilizzato correttamente. La biologia è estremamente favorevole e l’osso cresce, ma manca la continuità tra i due frammenti: o manca la riduzione (il riaccostamento dei frammenti), oppure i frammenti si muovono in maniera preternaturale. Non si ottiene quindi il contatto tra i monconi necessario perché il mantello cartilagineo formato per ossificazione encondrale si trasformi in osso.
- La forma più tipica è “a zampa di elefante”: a larga base, con l’osso che cresce verso l’esterno per l’eccessivo movimento tra i due capi.
- Stessa cosa avviene nella forma “a zoccolo di cavallo”.
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Oligotrofiche
C’è vascolarizzazione ma non reazione ipertrofica: il callo osseo che si forma è scarno.
Trattamento delle forme vitali
Il problema è la mobilità e l’osteosintesi: queste fratture vanno stabilizzate e poi guariscono da sé. Sono quelle che, una volta stabilizzate, danno le maggiori soddisfazioni.
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- Nel caso con viti rotte basta mettere una placca e ridare stabilità alla frattura perché guarisca bene.
- Nel caso di oligotrofia (poco tessuto) si toglie il chiodo, si gratta la parte interna del canale, si inserisce un nuovo chiodo e si fa caricare il paziente in compressione (nell’ultima immagine la vite è più in profondità proprio per effetto del carico).
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Pseudoartrosi non vitali
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Necrosi del frammento intermedio
L’osso si rompe in più parti e il frammento intermedio va in necrosi, totale o parziale. Si rimuove l’osso morto e si innestano graft: autograft (osso del paziente stesso) o allograft (osso da cadavere).
Atrofiche (avascolari)
Legate soprattutto a fattori biologici: può esserci anche eccessiva mobilità dei frammenti, ma la causa principale è la mancanza di stimoli biologici. Insorgono ad esempio:
- in pazienti molto anziani;
- in fratture molto frammentate;
- in zone del corpo con bassa irrorazione;
- in fumatori o pazienti in terapia con farmaci che ritardano la guarigione (corticosteroidi, antinfiammatori — vedi Pseudoartrosi).
I monconi sono stati tenuti troppo distanti: nel mezzo non si crea osso, il callo rimane fibroso e la guarigione è impossibile.
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Nell’immagine: a sinistra una pseudoartrosi ipertrofica “a zampa d’elefante”, a destra una pseudoartrosi atrofica.
Pseudoartrosi settiche
Una pseudoartrosi settica, una volta eliminata l’infezione, va considerata come una pseudoartrosi atrofica, di quelle che non vogliono guarire (vedi Trattamento della Pseudoartrosi).
(Integrazione da: sbobina 14)
Schema della sbobina 14
- Infette
- Non infette
- Ipervascolari
- ipertrofica (“zampa di elefante”)
- normotrofica (“zoccolo di cavallo”)
- oligotrofica
- Avascolari
- torsion wedge
- multiframmentaria
- con perdita di sostanza
- atrofica
- Ipervascolari
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Le due radiografie mostrano una pseudoartrosi ipertrofica (sinistra) e una atrofica (destra).
- Ipertrofica: l’osso “ci ha provato”, ha formato il callo osseo e la superficie di contatto, ma la mancata immobilizzazione ha impedito che i due ponti si congiungessero.
- Atrofica: l’osso “non ci ha neanche provato” e si è riassorbito. È tipica dei pazienti con fratture infette: se ne vedono molte in Africa, dove i mezzi di immobilizzazione sono poco sterili (il docente ricorda una grondaia usata per immobilizzare una gamba).
Discordanze tra sbobine
- “Zoccolo di cavallo”: nella sbob. 02 è una variante dell’ipertrofica; nella sbob. 14 corrisponde alla normotrofica.
- Atrofica: nella sbob. 02 legata soprattutto a fattori biologici e monconi troppo distanti; nella sbob. 14 descritta come tipica delle fratture infette.
- Nella sbob. 02 le settiche sono una categoria a parte rispetto a vitali/non vitali; nella sbob. 14 lo schema parte da infette/non infette e divide le non infette in ipervascolari e avascolari.
🔗 Collegamenti
- Pseudoartrosi — 📋 è classificazione di
- Trattamento della Pseudoartrosi — 💊 trattamento in base al tipo
- Ossificazione Encondrale — 🔗 mantello cartilagineo che non ossifica