Trattamento dell’Infezione Periprotesica
Il trattamento dell’Infezione Periprotesica è molto spesso chirurgico e il risultato è sempre incerto. La difficoltà nasce dal biofilm, che protegge i batteri adesi alla protesi dall’antibiotico.
Opzioni di trattamento
- Terapia antibiotica: va fatta sempre.
- Terapia soppressiva sine die con rifampicina: per i pazienti in cui un intervento è un pericolo per la vita (è difficile un peggioramento clinico così rapido) o che non vogliono un secondo intervento. Esempio: un paziente ad alto rischio cardiovascolare che non può sostenere il reimpianto. La terapia antibiotica cronica limita l’infezione alla zona e permette una qualità della vita decente, ma obbliga a una terapia per tutta la vita. È un’opzione molto rara, quasi aneddotica.
- Debridement con risparmio dell’impianto nelle infezioni precoci: lavaggio della protesi e sostituzione delle componenti mobili.
- Espianto, con tecnica one-stage o two-stage.
Criterio temporale
- Protesi impiantata entro 4–6 settimane dalla diagnosi → lavaggio e sostituzione delle componenti mobili.
- Protesi impiantata da più di 4–6 settimane → revisione della protesi in più step: espianto, pulizia, impianto di uno spaziatore (una protesi finta di cemento antibiotato), terapia antibiotica mirata sul germe per 6–8 settimane. Una volta risolta l’infezione (monitorata con VES/PCR) si valuta l’impianto di una nuova protesi.
Espianto
Indicazioni:
- infezioni precoci (entro 4 settimane) che non hanno risposto al debridement;
- infezioni tardive.
One-stage
Si toglie l’impianto e se ne mette subito uno nuovo. C’è il rischio che non tutti i germi siano stati eliminati e che i pochi rimasti aderiscano subito alla nuova protesi. È un problema serio anche perché le protesi da revisione sono più grosse di quelle normali: se si infettano, la situazione è ancora più grave.
- Successo con spaziatore antibiotato: 83% (per il prof al limite dell’accettabile).
- Successo senza: 60% (per il prof non accettabile).
Two-stage (gold standard)
- Espianto e inserimento di uno spaziatore con cemento antibiotato.
- Terapia antibiotica per 3–6 settimane, sulla base del colturale.
- Reimpianto della protesi definitiva quando il colturale si è negativizzato (dopo circa 2 mesi) e gli indici di flogosi non aumentano.
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Il two-stage è il gold standard delle infezioni non recenti.
Nella sbob. 09 i numeri non coincidono tra i passaggi: debridement «entro 4–6 settimane» vs espianto per le precoci «entro 4 settimane», antibiotico «6–8 settimane» vs «3–6 settimane». Sono riportati come detti a lezione.
(Integrazione da: sbobina 06 — caso di protesi di ginocchio)
Esempio: two-stage nel ginocchio
- Rimozione della protesi appena impiantata e posizionamento di uno spaziatore antibiotato, cioè una protesi temporanea di cemento impregnato di antibiotici. Quando le colture sono positive, gli antibiotici nel cemento si scelgono in base all’antibiogramma (terapia mirata).
- Monitoraggio degli indici di flogosi (VES, PCR, globuli bianchi) ogni 10–15 giorni.
- Per 3 mesi il paziente carica pochissimo peso ma muove il ginocchio.
- Quando VES e PCR si negativizzano, si fa un wash-out degli antibiotici. Se indici di flogosi e sintomi non risalgono, si passa al reimpianto. In caso di dubbio ci sono due controlli:
- artrocentesi con coltura del liquido sinoviale, almeno 2, perché ci possono essere contaminazioni: se entrambe sono positive si continua la terapia;
- esame istologico estemporaneo: si apre il ginocchio e si manda un campione per la conta dei leucociti per campo.
- Reimpianto (in genere a 4–5 mesi dall’esordio): rimozione dello spaziatore e nuova protesi, di solito più grande e complessa della precedente, perché con la rimozione si è tolto anche un po’ di osso.
Resta sempre il rischio che l’infezione ritorni.
🔗 Collegamenti
- Infezione Periprotesica — 📋 trattamento di
- Protesi di Ginocchio — 💊 reimpianto con protesi da revisione
- Trattamento dell’Artrite Settica — 🔄 trattamento dell’infezione su articolazione nativa
- Artrocentesi — 🔬 controllo colturale prima del reimpianto