ADA-SCID

Immunodeficienza combinata grave (SCID) da deficit dell’adenosina deaminasi (ADA), enzima che metabolizza le purine.

Patogenesi

In assenza di ADA, nei linfociti:

  1. La deossiadenosina (dAdo) non viene convertita in deossinosina.
  2. Si accumula dATP (deossiadenosina trifosfato).
  3. Il dATP è tossico perché blocca la ribonucleotide reduttasi, enzima fondamentale per la sintesi del DNA.
  4. I linfociti non riescono a proliferare e muoiono.

La malattia colpisce soprattutto i linfociti perché questo pathway è più attivo in essi che in altre cellule.

Quadro clinico

  • Mancano sia linfociti B sia linfociti T → immunodeficienza combinata grave.
  • Senza trattamento i pazienti muoiono in pochi mesi per infezioni opportunistiche.
  • L’unica protezione temporanea è l’isolamento totale (i “bambini bolla”).

Terapia

  1. Trapianto di midollo osseo: le cellule staminali del donatore ricostruiscono il sistema immune.
  2. Terapia genica: si introduce il gene sano nelle cellule ematopoietiche per correggere il difetto.

Cladribina

Analogo della deossiadenosina (2‑cloro‑2′‑deossiadenosina), resistente alla degradazione da parte dell’ADA. Sfrutta a fini terapeutici lo stesso meccanismo della malattia: nei linfociti viene fosforilata a cladribina‑trifosfato, che si accumula (l’ADA non la smaltisce) → blocco della sintesi/riparazione del DNA e attivazione dell’apoptosi. Colpisce selettivamente i linfociti B e T (sia in divisione sia quiescenti, perché la deossicitidina chinasi che l’attiva è molto espressa in queste cellule), perciò è utile per “fare spazio” prima di trapianto o terapia genica. È usata contro la leucemia a cellule capellute e altri linfomi, e approvata per la sclerosi multipla recidivante‑remittente (a cicli brevi, per un “reset” immunitario che riduce l’autoimmunità linfocitaria).

Struttura 2D della cladribina (2‑cloro‑2′‑deossiadenosina). Fonte: PubChem CID 20279 (NCBI).

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