Base Excision Repair (BER)

Interviene quando è danneggiata una singola base azotata, ad esempio ossidata, deaminata, alchilata o depurinata. Cause tipiche: ROS, processi metabolici fisiologici, piccole alterazioni chimiche.

Base excision repair (versione short-patch): la glicosilasi rimuove la base danneggiata, l’endonucleasi taglia il sito AP, polimerasi e ligasi riempiono e richiudono. Fonte: Wikimedia Commons, LadyofHats (pubblico dominio).

Meccanismo

  1. Una DNA glicosilasi (specifica per il tipo di lesione, es. OGG1 per la 8-oxo-guanina, UNG per l’uracile) riconosce e rimuove la base alterata idrolizzando il legame N-glicosidico.
  2. Si crea un sito apurinico/apirimidinico (AP).
  3. Una AP-endonucleasi (APE1) taglia lo scheletro fosfodiesterico a monte del sito AP.
  4. Una DNA polimerasi (Pol β) riempie la lacuna con la base corretta.
  5. Una ligasi (complesso ligasi III–XRCC1) richiude il filamento.

Esistono due varianti: short-patch (si sostituisce 1 solo nucleotide, la via prevalente) e long-patch (2–10 nucleotidi, con Pol δ/ε, PCNA e la nucleasi FEN1), usata quando l’estremità del sito AP non è direttamente riparabile.

Importanza biologica

È un processo altamente efficiente: avviene circa 30.000 volte al giorno per cellula. È molto preciso, per cui non contribuisce significativamente alla tumorigenesi: raramente si accumulano errori.

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