Riparo del DNA
Il DNA è continuamente esposto a danni, sia spontanei sia indotti da agenti esterni:
- Danni fisiologici o spontanei: derivano dal normale metabolismo cellulare, ad esempio dai ROS (specie reattive dell’ossigeno) generati durante l’infiammazione o la respirazione cellulare.
- Danni esogeni: provocati da agenti fisici e chimici, come raggi X, raggi UV, agenti alchilanti e sostanze mutagene.
Un certo livello di danno è normale e tollerabile, ma deve essere costantemente riparato per evitare l’accumulo di mutazioni che possono compromettere la sopravvivenza cellulare o indurre tumorigenesi.
Vie di riparo
A seconda del tipo di danno la cellula utilizza meccanismi diversi:
- Base Excision Repair (BER): danno a una singola base azotata.
- Nucleotide Excision Repair (NER): danno a un intero nucleotide o distorsione della doppia elica (es. dimeri di timina).
- Riparo delle Rotture del Doppio Filamento (DSB): rotture del doppio filamento, riparate tramite Ricombinazione Omologa (HR) o Non-Homologous End Joining (NHEJ).
- Mismatch Repair (MMR): errori di appaiamento e piccole inserzioni/delezioni post-replicazione.
I difetti dei sistemi di riparo sono fortemente associati alla tumorigenesi, perché permettono l’accumulo di mutazioni. Quando il danno è troppo esteso interviene il Checkpoint del Danno al DNA che arresta il ciclo o induce apoptosi.
🔗 Collegamenti
- Stress Ossidativo — ⬆️ fonte di danno (ROS)
- Basi Genetiche del Cancro — ⬇️ i difetti di riparo causano tumorigenesi
- Checkpoint del Danno al DNA — 🔗 risposta cellulare al danno