Agorafobia
Definizione
Disturbo d’ansia che nel DSM-5 è stato separato dal Disturbo di Panico: nel DSM-IV esisteva il disturbo di panico “con o senza agorafobia”. Come la Catatonia, che oggi si associa ad altre condizioni psichiatriche o mediche, l’agorafobia è stata distaccata dagli attacchi di panico ed è diventata un disturbo a sé stante.
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Diagnosi
Si diagnostica quando ci sono ansia o paura eccessive, o attacchi di panico, in almeno due delle seguenti circostanze:
- utilizzo dei mezzi pubblici;
- trovarsi in ambienti aperti, come grandi piazze, parcheggi, ponti (l’agorafobia legata ai ponti è frequentissima);
- trovarsi in luoghi chiusi, come teatri, cinema, supermercati, uffici postali, da cui si teme di non trovare una via d’uscita se insorge un attacco di panico;
- attendere in fila o stare in un luogo affollato;
- trovarsi fuori casa da soli, senza la figura che per il soggetto è un aiuto per sentirsi rassicurato.
(Integrazione da: sbobina 19)
Criteri DSM-5 aggiuntivi:
- la paura, l’ansia o l’evitamento persistono per almeno 6 mesi;
- causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento personale;
- se è presente un’altra condizione medica, la paura, l’ansia o l’evitamento sono chiaramente sproporzionati;
- non sono meglio spiegati dai sintomi di un altro disturbo mentale. Quadri simili si possono osservare anche dopo l’uso di sostanze, nel disturbo da uso di sostanze (anch’esso un disturbo psichiatrico inserito nel DSM).
Quadro clinico
Il soggetto teme o evita queste situazioni perché i suoi pensieri si concentrano sulla possibile difficoltà a fuggire o sull’eventuale indisponibilità di soccorso qualora sviluppasse sintomi simili al panico. La situazione agorafobica determina quasi sempre paura o ansia. L’ansia determina tipicamente un evitamento pervasivo di numerose situazioni: stare fuori casa da soli o a casa da soli, stare in mezzo alla folla, viaggiare in automobile, autobus o aereo, trovarsi su un ponte o in ascensore.
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- Evitamento, ansia e paura eccessiva rispetto al pericolo reale.
- Le situazioni vengono attivamente evitate, oppure affrontate solo con la presenza di una persona cara con cui il soggetto si sente più tranquillo.
- La paura di essere ridicolizzati, presi in giro e umiliati è notevole (vedi Disturbi d’Ansia).
- Il disagio è fortemente significativo: senza terapia la compromissione del funzionamento è grave e il soggetto non riesce a continuare la propria vita normalmente.
In ambiente clinico oltre il 95% dei soggetti con agorafobia ha anche una diagnosi attuale, o un’anamnesi, di Disturbo di Panico. (Sezione espansa con: sbobina 19)
Epidemiologia
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- Età tipica: 15–35 anni.
- Incidenza annua negli adolescenti simile a quella dell’attacco di panico, 1,7%.
- Il sesso femminile è colpito il doppio rispetto al maschile (m/f = 1/2).
- Predisposizione genetica elevata, come in tutti i disturbi d’ansia: l’ereditabilità è del 61%, la maggiore tra i disturbi d’ansia.
- La remissione è rara.
(Sezione espansa con: sbobina 19)
Terapia
- Non sono pazienti che vengono ricoverati: si curano in ambulatorio.
- Le tematiche agorafobiche si affrontano con la psicoterapia, con o senza farmaci.
🔗 Collegamenti
- Disturbi d’Ansia — 📋 fa parte di
- Disturbo di Panico — 🔄 un tempo inquadrati insieme (DSM-IV); comorbidità in oltre il 95% dei casi clinici
- Attacco di Panico — 🔬 può comparire nelle situazioni temute
- Fobia Specifica — 🔄 confronto: paura legata a uno stimolo circoscritto
- Catatonia — 🔗 anch’essa distaccata e resa autonoma nel DSM-5