Attacco di Panico

Definizione

Episodio accessuale di ansia acutissima che insorge a ciel sereno (sulla metro, in macchina, a lezione, mentre si legge o si ascolta musica): parte da nulla, cresce, raggiunge il massimo, si mantiene e poi decresce. L’apice si raggiunge in genere in 10 minuti; la durata arriva fino a 30 minuti.

Se supera i 30 minuti non si parla più di attacco di panico ma di crisi d’ansia acuta. Moltissimi attacchi d’ansia acuta si presentano, nel loro momento massimo, proprio con un attacco di panico.

L’attacco di panico è l’elemento centrale del Disturbo di Panico.


(Integrazione da: sbobina 18)

Per essere definito attacco di panico deve essere inaspettato: se è legato a una situazione precisa (es. salire su un aereo) si tratta di una fobia (vedi Fobia Specifica). Un episodio che dura ore (es. 6 ore) non è un attacco di panico ma una crisi d’ansia.

Un attacco di panico non si può bloccare anche se lo si riconosce, come non si blocca un infarto riconoscendolo (a meno di avere con sé farmaci come l’alprazolam, Xanax). In psichiatria in generale è difficile bloccare un episodio: un disturbo dell’umore o d’ansia si può ridurre, non bloccare.

Sintomi

Sintomi somatici

Palpitazioni, tachicardia, tremori, dispnea, asfissia, disturbi addominali, vertigini, vampate di calore, sudorazione, sensazioni di formicolio o torpore. Sono i sintomi d’ansia: l’ansia si manifesta a livello somatico.

Disturbi della coscienza dell’Io

  • Derealizzazione: perdita di contatto con la realtà esterna.
  • Depersonalizzazione autopsichica e somatopsichica: perdita di contatto con il proprio sé.

I Disturbi della Coscienza dell’Io non sono solo prodromici o presenti all’esordio della schizofrenia: compaiono anche nelle acuzie dei disturbi d’ansia, come l’attacco di panico.

Sintomi cognitivi

Particolarmente spaventosi per il soggetto:

  • paura di perdere il controllo di sé / paura di impazzire, legata alla perdita di controllo;
  • paura di morire, legata ai sintomi somatici che il soggetto sta sentendo.

Tipi

  • Inaspettati, non provocati;
  • provocati, sensibili alle situazioni;
  • causati dalle situazioni.

Si differenziano a seconda che il soggetto riconosca o meno l’evento che genera l’episodio; in genere non lo riconosce.

Decorso dell’episodio

  • Chi lo vive la prima volta non sa cosa sia; dato che dura poco (15–30 minuti), si siede e aspetta che passi.
  • Spesso non se ne presentano altri; a volte invece si ripresentano, ed è drammatico per chi li ha.
  • In genere il soggetto non va in pronto soccorso. Quando ci va (la prima, seconda, terza, quarta volta) viene chiamato lo psichiatra e il paziente all’inizio nega qualsiasi problema psicologico.
  • Può risolversi in modo autonomo.

(Integrazione da: sbobina 18)

  • Le prime volte il soggetto non riconosce mai l’attacco. Poiché i sintomi sono somatici, ritiene di avere un problema fisico, non psichico, e spesso non vuole essere visto dagli psichiatri.
  • In medicina generale spesso non viene inviato allo psichiatra in prima battuta: si prescrivono ansiolitici o simili.
  • Quando gli attacchi si ripetono il soggetto inizia a chiedersi cosa gli stia succedendo; al secondo accesso in pronto soccorso viene inviato allo psichiatra, che spiega la situazione e, in base alla frequenza degli attacchi, decide se proseguire il percorso.

⚠️ Indicazioni del docente

  • Domanda d’esame: moltissimi attacchi d’ansia acuta si presentano nel momento massimo con un attacco di panico.
  • La soglia dei 30 minuti distingue l’attacco di panico dalla crisi d’ansia acuta.

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