Rispecchiamento e Sé Alieno

Rispecchiamento

Quando il neonato guarda la madre vuole sentire, nella mente di lei, ciò che lui sta sentendo: vuole avere rispecchiamento. Se ha fame e piange, vuole che la madre lo capisca e gli dia il seno. Se questo avviene, il neonato si sente capito e capisce di avere una mente.

Il rispecchiamento serve quindi a sviluppare il sé.

Sé alieno

Se non c’è stato rispecchiamento nella mente materna — cioè non c’è stata una reattività in sintonia con il bisogno del neonato — il bambino, guardando la madre, vede solo la mente materna invece della propria mente rispecchiata in quella della madre.

Nasce allora un “sé alieno”: non c’è un sé armonioso, che funziona in rispecchiamento con quello materno, ma il bambino interiorizza qualcosa di alieno (la mente materna) che non gli appartiene.

Questo non significa colpevolizzare la madre o il caregiver: dietro al mancato rispecchiamento possono esserci tantissime situazioni diverse.

Nel disturbo borderline di personalità

Nei pazienti con Disturbo Borderline di Personalità non c’è stato rispecchiamento e quindi un corretto sviluppo del sé. Ne deriva un dolore che nasce da dentro, un vuoto, che porta il paziente a dissociarsi (vedi Dissociazione come Meccanismo di Difesa) o ad avere un bisogno tossico dell’altro.

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