Accreditamento e Contrattualizzazione in Lombardia

Come funziona altrove: l’accreditamento sul bisogno

Nella maggior parte delle regioni l’accreditamento è concesso solo sulla base del reale bisogno epidemiologico del territorio. Nel Lazio, per esempio, il proprietario di un ospedale privato che chieda di entrare in regime di accreditamento deve illustrare la propria offerta assistenziale, e la regione può rispondere che quelle prestazioni non servono a coprire la domanda e negare l’accreditamento. Le strutture vengono quindi accreditate per prestazioni specifiche e per quantità specifiche.

Un bisogno tipico è rappresentato dalle prestazioni che accorciano le liste d’attesa della specialistica: esofagogastroduodenoscopie, risonanze magnetiche, ricoveri per cataratta, ricoveri per artroprotesi.

La prima differenza lombarda

In Regione Lombardia i soggetti privati e pubblici sono accreditati senza verifica del bisogno: l’accreditamento avviene a prescindere. Una struttura come il Galeazzi che chieda di accreditarsi ottiene d’ufficio l’accreditamento di tutte le proprie specializzazioni, senza che le venga chiesto cosa fa o se serva.

I tre passaggi del percorso lombardo

  1. Richiesta di autorizzazione all’esercizio.
  2. Accreditamento istituzionale.
  3. Contrattualizzazione — ed è questa l’esclusiva della Regione Lombardia: alla struttura accreditata la regione impone il volume di attività di cui ha bisogno in quell’anno, tipicamente consistente.

La riserva che la regione si tiene, quindi, non è sull’accreditamento ma sul contratto.

L’effetto sull’offerta

Il caso delle emodinamiche rende la misura del fenomeno: Parigi ne ha quattro attive, posizionate una per quadrante geografico della città; Milano ne ha otto attive h24, perché le grandi strutture private — Auxologico, San Raffaele, Galeazzi — dispongono di un’emodinamica regolarmente autorizzata, accreditata e contrattualizzata.

Le dinamiche di mercato del contratto

Poiché esiste un contratto con volumi definiti, si producono comportamenti di mercato:

  • una struttura privata accreditata che a metà novembre ha esaurito il budget del contratto ha chiuso quel reparto ai pazienti del canale pubblico;
  • un’altra, che non riusciva a raggiungere la quota di prestazioni contrattata, ha organizzato pullman dalla Liguria e dall’Emilia-Romagna per trasportare pazienti e coprire il contratto.

Entrambi i casi sono possibili perché la Regione Lombardia mantiene una parità di fondo tra pubblico e privato accreditato.

Perché non si revoca l’accreditamento

Togliere la contrattualizzazione agli ospedali privati sarebbe una buona soluzione, ma si scontra con equilibri politici complessi: nonostante l’impatto dell’opinione pubblica e delle inchieste giornalistiche su grandi gruppi come il San Raffaele, l’ipotesi di revocare o ridurre drasticamente le convenzioni non è mai stata concretamente presa in considerazione negli ultimi anni.

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