Aiuti allo Sviluppo in Sanità

Peso dei finanziamenti esterni

Nella composizione della spesa sanitaria, i finanziamenti esterni (generati in altri Paesi) sono decisivi per una parte dei Paesi poveri: in alcuni di questi circa il 30%, un terzo della spesa sanitaria, arriva dall’esterno (dato non recente).

A livello globale, però, il livello di solidarietà internazionale è molto basso: i Paesi ricchi aiutano poco i Paesi poveri sulla salute.

L’obiettivo dello 0,7%

Circa vent’anni fa tutti i Paesi dell’OCSE (l’organizzazione dei Paesi più ricchi del mondo) si sono impegnati a investire lo 0,7% del PIL in aiuto allo sviluppo (non solo sanitario).

  • Lo raggiungono solo alcuni Paesi scandinavi.
  • Il Regno Unito a un certo momento vi si è avvicinato, ma ora se ne è allontanato.
  • La Germania non è lontanissima.
  • Tutti gli altri Paesi sono lontani dall’obiettivo.

È un dato iconico, ed è uno dei motivi della spinta dei privati a finanziare. Le risorse, pur importanti, non sono così decisive, e dalla fine del 2024 gli aiuti stanno diminuendo.

Il controllo politico degli aiuti: USAID

Gli Stati Uniti, oltre a essere usciti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), hanno smantellato USAID, l’agenzia che portava gli aiuti nei vari Paesi. Era stata creata per monitorare e controllare ciò che accadeva nei Paesi, in modo che i soldi dei contribuenti americani andassero solo verso le finalità scelte.

Il programma ha finanziato per molti anni moltissime persone, ma garantiva che i programmi funzionassero in modo accettabile per gli Stati Uniti. Esempio: per scelta politica e religiosa gli USA non hanno mai voluto finanziare programmi su contraccezione e uso del preservativo, anche in Paesi dove avrebbe avuto senso investire per ridurre la trasmissione dell’HIV, perché sarebbe stato difficile giustificarlo negli Stati Uniti.

Il limite dei programmi verticali

Storicamente gli aiuti allo sviluppo e alla sanità europei sono andati soprattutto al finanziamento di programmi per le malattie infettive. Era coerente con le emergenze di un tempo, ma oggi pesano di più le malattie croniche (vedi Transizione Epidemiologica), mentre la visione resta legata ai programmi per singola malattia.

Si investe poco sui sistemi sanitari, cioè nel dare ai Paesi la possibilità di sviluppare sistemi sanitari più efficienti (vedi Sostenibilità dei Sistemi Sanitari).

🔗 Collegamenti