Ospedale per Intensità di Cura
L’ospedale-hub
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È una nuova concezione di ospedale-hub (vedi Modello Hub e Spoke): intorno non dovrebbe avere altri ospedali, ma strutture di comunità, perché il paziente dimesso va dimesso verso una struttura a minore intensità di assistenza. Il senso dell’excursus sull’evoluzione ospedaliera è che l’ospedale come forma di cura è ormai obsoleto: si va verso una sanità fondata sul territorio (vedi Dall’Ospedale al Territorio).
Riduzione delle degenze
In ogni ospedale, dal ‘500 a oggi, lo spazio occupato dalle stanze di degenza è andato diminuendo, perché molte patologie oggi sono trattate sul territorio, e lo saranno sempre di più.
L’ospedale, punto più costoso del servizio sanitario, deve:
- continuare a trattare solo i casi più acuti;
- essere sede della formazione del personale sanitario;
- essere punto dedicato alla ricerca.
Struttura
Bisogna aspettarsi ospedali con un core di degenze ad altissima intensità, a cui oggi non si può rinunciare: terapie intensive, centri trapianti, centri grandi ustionati, rianimazioni cardiologiche e neurologiche. Intorno servono formazione, servizi ambulatoriali, piattaforme ottiche, sale operatorie, radiologie interventistiche, sale ibride. Oggi invece gli ospedali trattano ancora tantissime cose.
Il percorso del paziente
L’ospedale è destinato a trattare i casi più acuti, dimettendo a strutture satelliti di degenza i casi che hanno ormai bisogno solo di assistenza di media o bassa intensità.
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- Il caso acuto entra in ospedale ed è ricoverato al centro, dove l’intensità di assistenza è elevata (es. terapia intensiva) e dove sono concentrate le attività di supporto, formazione e ricerca.
- Viene poi trasferito a degenze a media intensità, più esterne.
- Infine è trasferito sul territorio, dove termina il percorso di cura: i pallini azzurri e arancioni dell’immagine rappresentano le strutture a bassa intensità dove il paziente dimissibile finisce il percorso.
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Così l’ospedale non tratta casi in modo inappropriato e il territorio acquista un ruolo molto più importante. Di fianco a questi ospedali, di cui non ne servono molti, ci sono i centri di ricerca.
Esempi: Barcellona, Milano, Torino
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In futuro lo spazio dedicato alle degenze sarà sempre più ridotto e sempre più ad alta intensità. Il modello, già in atto in molti Paesi, affianca a questi ospedali strutture di ricerca e formazione di altissimo livello, dove si concentrano le risorse.
- Hospital del Mar di Barcellona: invece che un quadrato romano ha una forma allungata, che ricorda una nave (è sulla spiaggia). Su ogni piano, che corrisponde ai padiglioncini dell’ospedale di Bergamo, il paziente si sposta da una zona ad altissima intensità fino alla dimissione dall’altra parte: gira il paziente, non l’équipe. Serve personale infermieristico e medico di altissima preparazione.
- (non trattato nell’a.a. corrente) Socialità e interattività: al piano terra c’è un centro commerciale (mall di negozi), così chi deve andare in un negozio entra in ospedale anche senza averne bisogno, e l’ospedale vive in continuità con la città.
- Nuovo Sforza (Milano): molto simile all’ospedale di Barcellona, es. la “galleria commerciale”, il lunghissimo corridoio davanti all’ingresso.
- Torino — città della salute: nuovo ospedale universitario sullo stesso modello, mai costruito per mancanza di fondi. Per ora il Piemonte deve costruire questo ospedale e l’ospedale di Novara, e ha costruito un piccolo ospedale nel Cuneese.
🔗 Collegamenti
- Tipologie Costruttive Ospedaliere — ⬆️ evoluzione
- Modello Hub e Spoke — 🔗 ospedale-hub
- Dall’Ospedale al Territorio — 🔗 dimissione sul territorio
- Ospedale del Futuro — ➡️ evoluzione
- Bedless Hospital e Poliambulatori — 🔄 attività senza posti letto