Prevenzione Primaria

Definizione e obiettivo

Primo dei Livelli di Prevenzione. Lo scopo è impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia, attraverso la riduzione dell’incidenza.

Si rivolge alle persone sane, non ai pazienti, anche quando riguarda individui a rischio per determinate malattie. La popolazione è sana non in senso totale e globale, ma nel senso di priva della malattia per la quale si propone la misura preventiva: un diabetico o un cardiopatico vaccinato per l’influenza è un soggetto sano rispetto all’influenza.

(Sezione espansa con: sbobina 03)

Misura dell’efficacia


(Integrazione da: sbobina 03) Il riferimento ai “nuovi casi” rimanda all’incidenza (Prevalenza e Incidenza): un intervento efficace di prevenzione primaria produce una diminuzione del tasso di incidenza. Partendo dai dati di incidenza e prevalenza di una malattia, l’efficacia si misura verificando se, dopo l’intervento, si registra una diminuzione significativa dei nuovi casi nella popolazione.

Per ridurre l’incidenza bisogna agire sul rischio individuale, che è la base del rischio collettivo della popolazione: individuare i fattori di rischio, valutarne l’impatto e definire le strategie più appropriate per ridurli o eliminarli.

Malattie infettive vs malattie croniche


(Integrazione da: sbobina 03) La prevenzione primaria si applica a entrambi i modelli di malattia, ma con efficacia diversa.

  • Malattie infettive: è ben consolidata ed estremamente efficace. Il rischio è l’esposizione a un microrganismo, una causa ben definita e unica, che è a tutti gli effetti un fattore di rischio biologico. Individuato il microrganismo e analizzate le sue caratteristiche, si attuano interventi mirati basati su una valutazione accurata del rischio, che può essere eliminato del tutto o ridotto in modo significativo (vedi Prevenzione delle Malattie Infettive).
  • Malattie cronico-degenerative: risultati generalmente più limitati e applicazioni meno numerose. Individuare e misurare l’esposizione ai fattori di rischio è complesso, e agire su più fattori di rischio insieme è più difficile. Una risorsa importante è la promozione della salute, con interventi di educazione sanitaria ed educazione alla salute che incoraggiano stili di vita salutari e riducono, nel lungo periodo, il rischio di patologie croniche.

(Integrazione da: sbobina 07) La progettazione degli interventi educativi di prevenzione primaria (bisogni del target, consapevolezza, comportamenti protettivi) è in Interventi Educativi in Sanità Pubblica; la distinzione tra i due tipi di intervento è in Educazione Sanitaria ed Educazione alla Salute.

Strategie

Metodologia della prevenzione primaria, valida prima ancora di stabilire se la malattia è infettiva o cronico-degenerativa:

  • Eugenetica: non è una vera misura di prevenzione primaria e non interviene sulla genetica dell’individuo. Sono interventi predittivi della possibile trasmissione di geni che potrebbero provocare una malattia: va intesa come counseling sul profilo genetico e sulla predizione del rischio di trasmissione.
  • Potenziamento delle difese che gli individui hanno naturalmente, in maniera artificiale. Si declina sia nel modello della malattia infettiva sia in quello della malattia cronica.
  • Rimozione dei comportamenti nocivi: individuato il rischio, si interviene per rimuoverlo.
  • Induzione di fattori protettivi (promozione dei comportamenti positivi): individuati i fattori protettivi, si induce la popolazione ad adottarli.
  • Interventi sull’ambiente di vita e sull’ambiente di lavoro.

Per alcune malattie questi interventi possono procedere in un’unica direzione, ma vanno sempre confrontati con altre malattie, che possono richiedere approcci differenti.

(Sezione espansa con: sbobina 03)


(Integrazione da: sbobina 08) Nella lezione sugli interventi educativi la prevenzione primaria è definita come l’insieme delle strategie portate su una comunità di persone sane con l’obiettivo di mantenerle sane, riducendo i fattori di rischio e potenziando i fattori di protezione. Le strategie della prevenzione primaria sono quattro:

  1. Interventi educativi: strategia cardine (Interventi Educativi in Sanità Pubblica).
  2. Strategie legislative: norme e regolamenti a tutela della salute, come il divieto dei social media sotto i 16 anni in Australia (Social Media e Salute Mentale in Adolescenza).
  3. Strategie ambientali: promozione di ambienti sani, come la scuola smartphone-free (Prevenzione nel Mondo Digitale in Età Evolutiva), gli ospedali senza fumo o i ristoranti in cui non si può fumare.
  4. Vaccinazione, laddove un vaccino è disponibile (Vaccinazioni).

Ambiti

Può intervenire sulle popolazioni o sull’ambiente, e riguardare:

  • malattie infettive;
  • patologie croniche;
  • eventi morbosi da incidenti domestici (es. scottature), stradali e lavorativi. Gli incidenti stradali sono oggi la principale causa di mortalità per determinate fasce d’età.

Esempi

  • Prevenzione delle malattie infettive tramite sorveglianza epidemiologica e bonifica ambientale (inclusi gli ospedali, con disinfezione e sterilizzazione); gestione e smaltimento dei rifiuti ospedalieri e urbani.
  • Qualità e controllo di alimenti e bevande.
  • Programmi di vaccinazione: rafforzando la resistenza agli agenti patogeni, sono tra gli strumenti più efficaci nella prevenzione delle malattie infettive.
  • Patologie croniche: identificazione dei fattori di rischio e promozione di stili di vita salutari, educando la popolazione a evitarli. Coinvolge singoli, società e istituzioni (scuole, medici di famiglia).
  • Misure legislative: sicurezza stradale, sicurezza sul lavoro. Possono includere segnalazioni e sanzioni, come la patente a punti, per correggere comportamenti rischiosi e prevenire incidenti futuri.

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