One Health

Definizione

Approccio che integra salute umana, animale e ambientale in un’unica strategia di prevenzione. È un approccio integrato, considerato corretto per affrontare le sfide della sanità pubblica, e richiede un coinvolgimento multiprofessionale (vedi Multiprofessionalità in Sanità Pubblica).

Dove ricorre

  • Piano Nazionale della Prevenzione: l’ultimo piano ne parla estesamente.
  • Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): l’area “salute animale e igiene urbana veterinaria” della prevenzione collettiva si inquadra sempre più in ottica One Health.
  • Antibiotico-resistenza: oltre a ridurre le prescrizioni e a prevenire con l’immunizzazione, bisogna fare attenzione agli antibiotici somministrati ad animali e piante e dispersi nell’ambiente.
  • Sfide future: deve tener conto dei cambiamenti climatici e ambientali e della comparsa di infezioni prima assenti nei nostri Paesi (vedi Priorità e Sfide della Sanità Pubblica).

(Integrazione da: sbobina 12)

  • Sorveglianza dell’influenza aviaria: oltre alla sorveglianza umana si sorvegliano i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N1), considerando anche i serbatoi animali: ottimo esempio di sorveglianza integrata One Health (vedi Influenza Aviaria H5N1).

(Integrazione da: sbobina 13)

Salute umana, animale e ambientale

Il Covid ha mostrato ancora più chiaramente che la salute animale è legata a quella umana: la maggior parte delle patologie nuove sono zoonosi. Per affrontare questi rischi servono politiche con soluzioni integrate.

L’approccio One Health combina salute umana, salute veterinaria (parte integrante della salute pubblica) ed ecologia, e viene proposto come risposta alle pandemie, spesso di origine zoonotica, e all’antibiotico-resistenza. È un’estensione della Salute Globale (Global Health) vicina alla Planetary Health.

  • Rabbia: assente ormai in molti Paesi; dove è ancora presente, un modo per eliminarla è attuare politiche integrate di vaccinazione sia dei cani sia delle persone.
  • SSN: il nostro servizio sanitario ha già la parte veterinaria integrata.

Antibiotico-resistenza

Medici e infermieri hanno una responsabilità enorme; secondo il docente devono partecipare anche i veterinari, molto più preparati dei medici su questo tema. L’Italia ha il quadro peggiore in Europa per quasi tutti i batteri e gli antibiotici.

La responsabilità non è solo della medicina: circa il 70% dell’uso di antibiotici avviene negli allevamenti. Così si selezionano germi resistenti nel mondo animale che, attraverso l’alimentazione, arrivano all’uomo e causano infezioni anche difficili da trattare.

🔗 Collegamenti