Regionalizzazione del SSN

Le regioni italiane, con i nomi ufficiali. Fonte: Wikimedia Commons, «Regions of Italy with official names.png» (LorenzoF06, original artwork from mac9; CC BY-SA 4.0).

Il livello intermedio

Prima del 1992 esistevano solo due livelli decisionali: il Ministero e le aziende territoriali. Il livello intermedio regionale viene introdotto per consentire l’adattamento dell’offerta sanitaria alle specificità geografiche, demografiche e culturali di ciascun territorio (vedi Aziendalizzazione del SSN (Leggi 502-1992 e 517-1993) e Livelli di Governance del SSN).

La distinzione logistica tra Lombardia e Liguria — la prima con un’ampia rete infrastrutturale, la seconda condizionata dall’Aurelia costiera — esemplifica come un unico modello nazionale sarebbe inevitabilmente inappropriato.

Vantaggi

Ogni regione può modellare i propri servizi sulle reali esigenze della popolazione locale, incluse le variabili culturali (per esempio la diversa propensione a fornire feedback in Toscana rispetto alla Lombardia).

Svantaggi

La frammentazione ha prodotto modelli organizzativi molto diversi tra loro, con conseguenti diseguaglianze nell’equità di accesso (vedi Diseguaglianze di Salute):

  • alcune realtà, come Emilia-Romagna e Toscana, disponevano già di strutture quali i CAU (Centri di Assistenza Urgenza) per la bassa complessità e le Case della salute;
  • altre regioni hanno dovuto costruire questi elementi da zero, con difficoltà di accettazione da parte della popolazione.

Un esempio concreto è il sovraffollamento dei Pronto Soccorso: i cittadini vi si recano anche per patologie di bassa complessità perché non conoscono — o non si fidano — dei punti di contatto territoriali alternativi (Case della comunità, numero 116-117 per la continuità assistenziale). La fiducia nei servizi è strettamente correlata alla familiarità culturale con essi (vedi Ruolo e Criticità del Pronto Soccorso).

Il ruolo del PNRR

Il PNRR ha rappresentato un’iniezione straordinaria di liquidità nel sistema, ma si è concluso recentemente. Le progettualità avviate dovranno ora essere sostenute con le ordinarie risorse di bilancio: ciò rende cruciale aver impostato interventi economicamente sostenibili nel tempo. Sul versante della regionalizzazione, il PNRR ha svolto una funzione di riequilibrio dell’equità di accesso tra le regioni.


(Integrazione da: sbobina 28)

L’ambito territoriale delle aziende

Ogni regione può decidere l’ambito territoriale delle proprie aziende, e la traiettoria storica è stata di progressivo accentramento: si è partiti dalle ASL coincidenti con le province, si è passati a strutture più grandi che hanno superato i confini provinciali, fino ad arrivare a Veneto e Piemonte, con una sola azienda territoriale accentrata chiamata «Azienda Zero», e alla Toscana, che ne ha quattro in tutto. L’ambito, cioè, è diventato regionale anziché provinciale.

La regione riordina inoltre la propria rete ospedaliera, definisce compiti e funzioni delle aziende, nomina i direttori generali tramite il Presidente della Regione e mantiene integrazioni stabili con il sociale: fin qui i servizi sanitari regionali sono tra loro sovrapponibili. Il caso più differenziato è il Servizio Sanitario Regionale Lombardo.

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