Distretto Sanitario

Il modello logistico-organizzativo

Il distretto è il bacino di utenza attorno a cui si sta organizzando la sanità territoriale: circa 100.000 abitanti. Al suo interno si collocano:

Le funzioni

Il distretto è la macroarea all’interno della quale opera la COT, in costante scambio di dati con il 118 e con il numero 116-117, gestendo il coordinamento tra i vari attori locali.

Il distretto non si occupa solo di operazioni tecniche e acquisti: ha il compito di costruire una comunità forte. In questa funzione si inserisce il Social Prescribing.


(Integrazione da: sbobina 27)

Il distretto come unità operativa

Il Servizio Sanitario Nazionale, anche quando diventa servizio sanitario regionale, articola il territorio in piccoli ambiti territoriali chiamati distretti. Facendo un confronto con l’ospedale, il distretto è un’unità operativa dell’Unità Sanitaria Locale: come un reparto ha un primario, ogni distretto ha un responsabile che gestisce ciò che sta all’interno della propria struttura.

L’interfaccia con il cittadino

Il distretto è l’articolazione che interfaccia il cittadino e gli offre tutte le possibilità di cui può usufruire nel SSN: punto prelievi, punto screening, vaccinazioni, ausili, salute in gravidanza, servizi per anziani e disabilità.

Due servizi pesano più degli altri nell’organizzazione territoriale:

  • l’assistenza farmaceutica erogata attraverso le farmacie territoriali, con una farmacia aperta 24 ore su 24 per 365 giorni. A Milano è oggi il problema minore per il direttore di distretto, perché le farmacie sono soprattutto private e i proprietari sono ben felici di tenerle sempre aperte;
  • l’assistenza notturna, nei sabati, nelle domeniche e nei festivi, cioè nei periodi in cui il medico di medicina generale non è presente. È l’ambito che impegna di più, perché con lo spostamento dei medici verso altre specializzazioni è rimasto “orfano” di professionisti disponibili.

Tutte le attività previste dal SSN e dai servizi sanitari regionali sono erogate a livello di distretto.

La distorsione delle grandi città

Chi abita a Milano ha una percezione distorta del distretto: la città è servita molto bene dai mezzi e la popolazione non si rivolge al proprio distretto, ma si sposta. L’ASST Fatebenefratelli Sacco, con il Macedonio Melloni e il Buzzi, gestisce a Milano cinque distretti (1, 2, 3, 4 e 8), e i cittadini che abitano attorno all’ospedale Fatebenefratelli possono benissimo rivolgersi dove preferiscono.

Questa libertà di scelta è voluta dal SSN. Ciò che spetta al servizio sanitario è offrire in quell’ambito territoriale tutto quello che serve ai cittadini: l’impegno dei distretti è essere complianti con le richieste dei cittadini.

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