Aneurismi Sacculari (a Bacca)

Detti a bacca per la somiglianza con una bacca su un ramo (vedi Aneurismi Intracranici (Generalità e Tipi)).

Epidemiologia

Sono frequenti: si trovano nel 2–5% della popolazione giovane, almeno 1–2 decenni prima dell’emorragia. Esiste quindi un lungo periodo di latenza in cui il paziente è completamente asintomatico.

Patogenesi

  • Sono più spesso lesioni acquisite che congenite, legate a difetti strutturali della parete.
  • Non sono veri aneurismi ma pseudoaneurismi: si formano per estroflessione della tunica intima attraverso i punti di minor resistenza della tunica media muscolare.
  • In presenza di fattori ancora largamente sconosciuti (tra cui la pressione arteriosa) possono rompersi.
  • Sono stati osservati nelle malattie del connettivo, in particolare nella sindrome di Marfan: forma familiare con deficit della sintesi del collagene, iperlassità articolare e maggiore debolezza della parete vascolare, che predispone agli aneurismi sacculari del SNC, all’aneurisma dissecante e alla dissezione acuta dell’aorta.
  • Si formano tipicamente alle biforcazioni vascolari, dove le turbolenze sono maggiori e favoriscono, per la legge di Laplace, la formazione e la dilatazione dell’aneurisma.

Sedi

  • Arteria cerebrale media.
  • Arterie comunicanti anteriori.
  • Arterie comunicanti posteriori.

Viene quindi interessata una parte importante del SNC, dato che la cerebrale media è il principale vaso degli emisferi telencefalici (vedi Vascolarizzazione del SNC (Poligono di Willis e Circolo Terminale)).

Rottura

La maggior parte resta asintomatica per tutta la vita. Nell’1–2% dei casi all’anno l’aneurisma si rompe, con elevata mortalità. Sintomi e segni tipici: ipertensione endocranica, cefalea improvvisa e violenta, perdita di coscienza.

Gli aneurismi che si rompono sono piccoli: il 70% è < 6 mm. Non serve quindi un’alterazione vascolare di grandi dimensioni perché si verifichi la rottura.

Conseguenze

  • Emorragia subaracnoidea: la più frequente. Il sangue esce ad alta pressione da un’arteria, quindi molto più rapidamente che da una vena, con un importante allagamento ematico.
  • Emorragia intraparenchimale: per i vasi adiacenti al parenchima (es. cerebrale media), il getto ad alta pressione forza e lacera il tessuto vicino (vedi Emorragia Intraparenchimale).
  • Emorragia intraventricolare: per rottura della comunicante anteriore, adiacente ai ventricoli.
  • Infarto cerebrale rosso/emorragico: da spasmo vascolare post-rottura, causato dai fattori vasocostrittori liberati dalle piastrine sulla tunica muscolare (vedi Infarto Cerebrale).

Queste condizioni possono coesistere; nella maggior parte dei casi prevale l’emorragia subaracnoidea. Sono fatali nel 50% dei casi.

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